Il Tirreno

TRAGHETTI

No al buco di 2 ore al mattino

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In considerazione della situazione tutt'altro che chiara per quanto riguarda il futuro della Toremar e delle "voci" che corrono sulla riduzione di corse invernali, esprimo preoccupazione per ottobre in cui si creerà la stessa situazione di disagio che già abbiamo sofferto a marzo. Infatti a oggi non risultano modifiche agli orari già previsti dall'inizio dell'anno per cui ad ottobre si riavrà il "buco" di 2 ore e 20 minuti fra le 6,40 e le 9.  Non si venga a dire che ci sarà l'aliscafo perché chi fa il pendolare da anni sa benissimo che con certezza quasi matematica il vetusto aliscafo dopo il periodo turistico avrà sicuramente necessità di andare al cantiere. Occorre una nave, certa, intorno alle 8.  Ricordiamo che a marzo ci furono molte promesse da parte dell'Autorità portuale e delle compagnie e ricordiamo le testuali parole apparse sugli organi di informazione locali: il dott. Guerrieri: «In prospettiva il problema andrà meglio ripreso, specie per la prossima stagione invernale, a seguito dei risultati della cessione Toremar e del contratto di servizio col quale la Regione vorrà assicurare, d'intesa con l'Autorità portuale, una migliore copertura del servizio, in particolare per le fasce di orario disagiate e per l'utenza dei lavoratori pendolari».  Ora, prima che sia troppo tardi, chiediamo che il dott. Guerrieri e la dott.ssa Mancuso si prestino alla soluzione del problema: è tanto difficile lasciare la corsa Moby delle ore 8 per tutto l'anno? Ricordiamo anche che il problema questo inverno sarà ancora più sentito per il ridimensionamento dell'ospedale elbano dove l'organizzazione dipartimentale e la difficoltà di trovare personale disposto a stabilirsi all'Elba comporterà una sempre maggiore quantità di personale che dal continente sarà costretto a spostarsi all' Elba. Non si può dare una corsa alle 6,40 e la successiva alle 9. Per contro anche sempre più elbani dovranno al mattino andare in continente per prestazioni mediche, ricoveri o interventi, senza considerare i viaggi della ambulanze anch'essi destinati ad aumentare.  Il fatto che la sanità elbana dipenderà sempre più dal continente è un fatto che deve essere noto a tutte le autorità presenti sull'isola perché vengano garantite corse nelle fasce di maggior afflusso dei pendolari. Alberto Iurato (dirigente medico di cardiologia ospedale di Portoferraio)

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