Sicurezza
La manovra finanziaria assegna agli enti locali le intere somme recuperate, ma restano molti dubbi
Fisco, il Comune farà da sceriffo
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Contribuenti in fila allAgenzia delle Entrate L'assessore Giuliani: «Convenienza da valutare, ci vogliono risorse»
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PIOMBINO. Maggiori poteri ai sindaci sul controlli dell'evasione fiscale? In linea generale l'idea non dispiace, ma sopratutto nei Comuni di piccola e media dimensione come quelli della Val di Cornia ci si chiede se il gioco possa valere la candela. La manovra finanziaria del governo, nella sua ultima travagliata versione, prevede che il gettito derivante ai Comuni dalla partecipazione al contrasto dell'evasione fiscale passi dal 50%, già previsto dal decreto sul federalismo fiscale passi al 100%. Non è ancora del tutto chiaro tutto se questo comporterà una diminuzione dei trasferimenti dello Stato. Ma anche se importante, non appare questo il vero centro delle questione. «Per attuare un controllo efficace - sostiene infatti l'assessore alle finanze del Comune di Piombino Massimo Giuliani - è necessario mettere in atto costose procedure informatiche, oltre ad adeguare il personale, che in questi anni siamo stati costretti piuttosto a cedere. Basti pensare che ogni quattro dipendenti che escono per pensionamento ne possiamo assumere soltanto uno». Combattere l'evasione comporta la necessità di controlli incrociati con l'Agenzia delle Entrate e guardia di finanza, che richiedono l'acquisto di software che possono costare anche decine di migliaia di euro. Ma il problema maggiore, secondo Giuliani, resta quello del personale che, sebbene in questi anni sia rimasto lo stesso se non dimunito, ha visto decuplicare il lavoro a causa dei maggiori adempimenti richiesti dallo Stato e dalla Corte dei Conti. «Una procedura infernale», commenta. Ecco dunque i dubbi: «Se il provevedimento può essere utile per i grandi Comuni, nel nostro caso dovremo valutare attentamente il rapporto tra costi e benefici, cosa che sicuramente faremo appena avremo chiari tutti gli aspetti della manovra finanziaria». Giuliani dice questo pur avendo sottomano dati confortanti sui risultati finora ottenuti dai Comuni sul fronte dell'evasione fiscale. Sono finora 540 i Comuni italiani che sono messi alla caccia dei furbetti che evadono le tasse. Oltre 15 milioni sono stati i casi denuciati e, sebbene solo il 14% di segnalazioni abbia portato alla luce irregolarità, è stata di oltre 21 milioni la maggiore imposta accertata e 19,4 milioni le sanzioni comminate grazie all'accordo con l'Agenzia delle Entrate. Già molti i Comuni (Piombino non ancora) hanno aderito al progetto Elicat-Elifis della Regione Toscana, un sistema che consente a Comuni e guardia di finanza di incrociare dati telematici su catasto, ediliza e urbanistica con quelli provenienti dal altre fonti sui redditi di cittadini ed imprese. Certo è che, se si vuole affidare lo sgradito compito di sceriffo ai Comuni, è necesario anche dotarli delle armi appropriate. «Strumento e risorse di personale - sostiene Giuliani - sono indispensabili per valutare davvero la convenienza». G.P.
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