Il Tirreno

Volare, passione che cresce

Melisanda   Massei Autunnali
Due modelli di aereo
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Due modelli di aereo

Molte le richieste all'aviosuperficie di San Vincenzo

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 SAN VINCENZO. Due ultraleggeri costretti all'ammaraggio d'emergenza nel giro di pochi giorni, prima a Tor del Sale poi a Baratti, ma quanto si spinge la passione per il volo? Un paio d'ali e via. E' l'eterna sfida alla natura, quella che affascina l'uomo dai tempi remotissimi e leggendari di Icaro. In molti ci provano e per farlo, in zona, bussano alla porta dell'aviosuperficie "Il Gabbiano", che si trova tra San Vincenzo e Venturina, nell'area dell'agriturismo "La Ronca", di proprietà di Andrea e Luigi Roncareggi.  La pista misura 700 metri, ma al momento possono provarla solamente coloro che hanno già un brevetto di pilota, oppure anche semplici iscritti al club, ma solo in qualità di passeggeri.  «Presto però le cose cambieranno - specifica Claudio Nassi, addetto alla sicurezza volo e segretario del club - Da un momento all'altro aspettiamo l'autorizzazione del Aeroclub Italia e a quel punto apriremo anche una scuola di volo».  Eppure, anche stando così le cose, il centro è frequentatissimo. «C'è un grande interesse intorno a questo mondo - spiega Nassi - Continuamente riceviamo visite di persone che ci pongono domande. Noi rispondiamo in base alle nostre attuali possibilità, ma diamo anche delle informazioni su quella che sarà la nostra attività futura o comunque sulle caratteristiche di questi piccoli aerei, che esercitano un fascino molto forte sul pubblico».  Imparare a guidare un ultraleggero, in effetti, non sembra così difficile come ci si aspettarebbe. Naturalmente per ciascuno è soggettivo, commenta Nassi, considerando soprattutto il fatto che muoversi in aria, in mancanza di indicazioni "stradali", è un discorso diverso rispetto a muoversi sulla terra  «Dipende da quanta attività di volo fa ogni nuovo pilota a fianco degli esperti e degli istruttori, e dalla capacità di ciascuno di apprendere. Come minimo occorrono 16 ore di volo, ma questo non significa che possa bastare. Imparare a maneggiare un aereo o un elicottero è molto più complesso».  Un altro interrogativo che molti si pongono è quello della sicurezza: i due recenti episodi di Piombino basterebbero da soli a far nascere domande di questo genere. «In realtà - chiarisce Nassi - un solo aereo è caduto in mare, ed è quello di Paolo Bettini, che peraltro è una persona di esperienza. L'altro ha scelto spontaneamente di ammarare, decisione opinabile anche se ovviamente da rispettare, viste quante sono le aviosuperfici che esistono in Italia. Detto questo, l'incidente è un caso sporadico. Si calcola che le cadute stiano su una percentuale del 2 per mille. Molto dipende anche dalla prudenza e dalla cura che si ha della macchina: questi accorgimenti possono ridurre e non poco le possibilità di un inconveniente».  Infine i costi, a partire da quelli per il tesseramento al club (che è presieduto da Fausto Nannini e che vanta tra i suoi associati Enzo Pacenti, abitualmente con le Frecce Tricolori): 200 euro l'anno per i piloti, 60 per i comuni soci. Prendere un brevetto, però, è tutta un altra cosa.  «Quando avremo la possibilità anche noi di rilasciare attestati - conclude Nassi - prevediamo dei costi attorno a 3500-4000 euro, così come suggeriscono le medie nazionali».

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