Sicurezza
LAsl 6 resta in silenzio, mentre la questione finirà presto sui tavoli regionali
Smantellata la sanità elbana
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Il presidio organizzato dal Comitato Sanità I sindaci chiedono il ripristino dei reparti di ortopedia, medicina e anestesiologia
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PORTOFERRAIO. Un ospedale efficiente e funzionale ai bisogni della popolazione e l'immediato ripristino dei servizi. Come dire ortopedia, medicina e anestesiologia con l'assegnazione di personale adeguato e con l'autonomia per dare risposta in concreto ai singoli casi in tutto l'arco dell'anno. Non ci sono distinguo fra i sindaci elbani. Non ci sono divergenze sulla sanità. Tutti uniti e in piena sintonia con i comitati: Elba Sanità, Elba Salute e Cittadinanza Attiva. Richieste chiare quelle al presidente della Regione pronti in caso di non accoglimento delle risposte a rivolgersi al Parlamento. Intanto un punto fermo, l'incontro chiesto per il 16 settembre, data in cui l'azienda ha programmato l'avvio della nuova organizzazione dell'unità operativa di ortopedia che produrrà la chiusura del servizio all'Elba. Un ordine del giorno congiunto quella della conferenza zonale sulla sanità presieduta dal sindaco di Campo nell'Elba Vanno Segnini. Nessun tentennamento anche perché la situazione dei servizi sanitari dell'Elba attraversa uno dei momenti più gravi della sua storia. Dice Segnini: «Accanto al venir meno del servizio di ortopedia si assiste alla perdita di autonomia di medicina, ridotta a sezione di Piombino e priva di personale medico in numero sufficiente, con la conseguenza di mettere a rischio anche la risposta alle emergenze, specie laddove - senza rianimazione e terapia intensiva cardiologica - si gioca in pochi secondi la vita degli elbani e dei loro ospiti». Diritto alla salute, insomma come quello di altre aree della Toscana. Rimarca Segnini: «La nostra insularità non può non essere affrontata come uno degli ostacoli da rimuovere con misure adeguate che tengano conto delle diverse condizioni di fruizione delle prestazioni sanitarie, tra oggettive difficoltà di collegamenti e necessità di misure strutturali che diano oggi e per il futuro gli strumenti per una pari dignità e tutela della stessa vita della cittadinanza elbana e dei suoi ospiti». La strada maestra? Intanto per i sindaci elbani «occorre una immediata risposta alle "patologie" dei servizi sanitari e che ad essi siano destinate tutte le risorse necessarie e del resto già dedicate all'Elba ed in parte riconosciute in ragione nel diverso peso che dovrebbe esserle attribuito nella ripartizione delle risorse». Nessun sottodimensionamento frutto di precise strategie aziendali. Rimarcano i sindaci: «Esprimiamo il proposito di portare la questione "Elba sanità" sui tavoli regionali e se necessario nazionali affinché la specificità del nostro territorio sia valutata e considerata motivo di risposte esaurienti che sanino quella che si presenta altrimenti come una discriminazione che può determinare una grave responsabilità politica, se non giuridica per chi oggi assumesse scelte irresponsabili. Chiediamo che il presidente della Regione dia un chiaro segnale di attenzione e risposta a queste esigenze in nome di una dignità politica che non può obbedire alle logiche della mera quadratura dei conti quando è in gioco il bene della vita».
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