Il Tirreno

I promotori si propongono di salvaguardare l’uso pubblico

Viale Amendola, raccolta di firme contro il cemento sulla costa

Viale Amendola, raccolta di firme contro il cemento sulla costa

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 PIOMBINO. Ieri si è conclusa la raccolta di firme inerente la situazione delle coste piombinesi. «L'obiettivo - dicono i promotori - era di iniziare un percorso di sensibilizzazione su alcuni punti critici senza avere la presunzione di dare dettami tecnici». Le firme saranno depositate, insieme ad un'integrazione, nell'occasione delle osservazioni da presentare al prossimo regolamento urbanistico.  «Abbiamo effettuato l'iniziativa nel periodo estivo perché volevamo contattare soprattutto i semplici bagnanti - aggiungono i promotori - Le firme in mano nostra sonmo 215 ed altre dovrebbero arrivare da alcuni cittadini che si sono presi la briga di allargare la voce».  Il testo delle petizione parte dalla costa di viale Amendola «cementificata con albergo e bar-ristorante. Non ci conviene quella risoluzione. La sensazione che poteva essere costruito nella parte più adiacente al rilievo che va poi verso i Frati e che attualmente è ad uso parcheggio. Non si interrompe un'emozione di un bel viale sul mare con un'ulteriore palazzina vista mare nel mezzo».  I promotori della petizione ritengono «inappropriato utilizzare anche solo alcuni tratti di costa balneabili per uso privato o a pagamento».  Sul viale Amendola si ammette l'utilizzo del retrocosta per strutture ricettive. «Ma non si deve andare oltre il "dirupo",oltretutto spesso franoso o eroso».

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di Redazione web