Il Tirreno

Chiude ortopedia e piovono fischi

Valentina Landucci
Chiude ortopedia e piovono fischi

In 200, con il sostegno dei sindaci, contro lo smantellamento di ortopedia

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 PORTOFERRAIO. Oltre duecento cittadini armati di cartelli e fischietti nel cortile della palazzina che ospita gli uffici amministrativi dell'Asl. E un'unica richiesta: restituiteci ortopedia. Organizzata in appena due giorni dal Comitato Elba Sanità, non appena saputa la notizia della trasformazione del reparto di ortopedia in ambulatorio, la manifestazione per la difesa del diritto alla salute è stata un successo.  I cittadini scesi in strada hanno voluto mandare - anche a suon di fischi - un chiaro segnale all'azienda sanitaria, alla Regione e anche agli amministratori elbani, riuniti ieri pomeriggio in conferenza dei sindaci: no allo smantellamento dei servizi sanitari sull'isola. Non solo quelli relativi a ortopedia ma anche per il reparto di medicina, in sofferenza a causa della mancanza di medici e destinato ad essere accorpato a quello di Piombino. E una prima risposta su questi fronti l'hanno avuta. All'unanimità la conferenza dei sindaci, presieduta dal primo cittadino di Campo, Vanno Segnini, ha detto no alle scelte dell'Asl sull'Elba e a chiesto garanzie sul mantenimento dei servizi direttamente alla Regione. «Predisporremo - spiega Segnini - un documento indirizzato alla Regione, nostro referente naturale, per fare presente che ci troviamo in una situazione in cui non è garantita la nostra sicurezza». Le promesse dell'azienda sanitaria, fanno presente i sindaci, non sono state mantenute. E quel che è peggio «le scelte fatte - affermano alcuni primi cittadini - si traducono anche in un danno per l'immagine e quindi per il turismo e l'economia del nostro territorio».  «Abbiamo assistito - afferma Segnini - ad un incremento modestissimo di servizi a fronte di un generale depauperamento dell'ospedale. Il caso di ortopedia rientra nello scadimento continuo delle prestazioni al quale stiamo assistendo. Oggi ad un paziente che arriva al pronto soccorso con un trauma non è più assicurata la possibilità di essere visitato da un ortopedico». La riorganizzazione prevista dall'azienda, infatti, assicura la presenza di un solo specialista in ambulatorio durante il giorno. Di notte c'è un medico reperibile, ma soltanto nel periodo estivo. Di fatto uno smantellamento del reparto che dimostra, per usare le parole del sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, che «la sanità elbana è in caduta libera - afferma - e che la riorganizzazione in dipartimenti, per come l'azienda la sta mettendo in atto, è un fallimento». Peria ha poca fiducia anche nei progetti di sviluppo anticipati alcuni giorni fa dall'Asl e relativi al potenziamento della telemedicina e delle nuove tecnologie. «Questo sistema non potrà funzionare - continua il sindaco di Portoferraio - non vedo nella telemedicina uno strumento di rilancio. Se ne viene fatto un uso improprio serve solo a smantellare i servizi rimasti».  Cosa ne pensi l'azienda sanitaria di tutto questo è difficile da dire. Alla conferenza dei sindaci di ieri c'erano il responsabile di zona, Massimo Scelza, e quello di presidio, Irio Galli. Ma nessuno della direzione in grado di dire se l'azienda intende venire incontro alle richieste dei sindaci e dei cittadini e quindi tornare indietro rispetto alle scelte fatte per ortopedia e quelle, analoghe, che verranno messe in atto per altri reparti come medicina.  Le richieste avanzate dai cittadini, tramite il portavoce del Comitato Elba sanità, Michele Rampini, su questo fronte sono chiare. Una immediata risposta alle criticità venutesi a creare con il ridimensionamento di ortopedia «garantendo almeno - afferma - tre ortopedici in servizio all'Elba, ma anche un incremento dei dottori del reparto di medicina, oggi ce ne sono cinque e ne servirebbero almeno 10, e di quelli di anestesia».

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