Sicurezza
Costosa e senza medici, ecco perché l'Asl chiude ortopedia
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Pensionamenti e trasferimenti. Sostitutuzioni difficili perché non si trova nessuno che voglia venire a lavorare all'Elba. Ma anche standard operativi al di sotto della media e quindi non in grado di assicurare servizi adeguati, nonostante che i dottori che operano qui guadagnino più degli altri. Queste le ragioni per cui scomparirà il reparto di ortopedia. Un lungo elenco di situazioni critiche messo nero su bianco dall'Asl che, con i numeri, intende rispondere alle polemiche di questi giorni sul ridimensionamento del reparto di ortopedia.
«La scelta della nuova organizzazione del reparto - afferma il direttore sanitario dell'Asl, Luca Lavazza - si lega al pensionamento quasi contemporaneo di 2 dei 4 ortopedici in servizio (tra cui il primario), il trasferimento di un altro medico e la difficoltà di trovare professionisti disponibili a lavorare sull'Elba». Fattori per i quali, secondo Lavazza, l'Asl ha dovuto accellerare «il processo di unione del reparto di ortopedia elbano con quello di Piombino». Sull'isola resta un ambulatorio che, come spiega l'azienda, continuerà - con un solo medico - a fare consulenza per il pronto soccorso, attività ambulatoriale e traumatologia per casi non gravi.
In ospedale si continuerà ad operare ma solo per interventi programmati con l'ausilio di medici provenienti dal continente. Le scelte dell'azienda non sono però condivise. Ecco perché il Comitato Elba sanità oggi organizzerà un presidio (alle 15,15 all'ospedale) per dire no alla scomparsa di ortopedia. Perché? Basti fare un esempio banale. Per una famiglia che assiste un anziano caduto dalle scale e operato d'urgenza al femore organizzare trasferte a Piombino - come accadrà con l'accorpamento - avrà costi ben superiori rispetto a quelli che dovrebbe sopportare se l'anziano venisse ricoverato sull'isola.
«La scelta della nuova organizzazione del reparto - afferma il direttore sanitario dell'Asl, Luca Lavazza - si lega al pensionamento quasi contemporaneo di 2 dei 4 ortopedici in servizio (tra cui il primario), il trasferimento di un altro medico e la difficoltà di trovare professionisti disponibili a lavorare sull'Elba». Fattori per i quali, secondo Lavazza, l'Asl ha dovuto accellerare «il processo di unione del reparto di ortopedia elbano con quello di Piombino». Sull'isola resta un ambulatorio che, come spiega l'azienda, continuerà - con un solo medico - a fare consulenza per il pronto soccorso, attività ambulatoriale e traumatologia per casi non gravi.
In ospedale si continuerà ad operare ma solo per interventi programmati con l'ausilio di medici provenienti dal continente. Le scelte dell'azienda non sono però condivise. Ecco perché il Comitato Elba sanità oggi organizzerà un presidio (alle 15,15 all'ospedale) per dire no alla scomparsa di ortopedia. Perché? Basti fare un esempio banale. Per una famiglia che assiste un anziano caduto dalle scale e operato d'urgenza al femore organizzare trasferte a Piombino - come accadrà con l'accorpamento - avrà costi ben superiori rispetto a quelli che dovrebbe sopportare se l'anziano venisse ricoverato sull'isola.
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