Gioco
Arriva la "Carta di Matera" Incentivi e meno burocrazia per lo sviluppo delle colture
Antonella Danesi
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In alto un momento della raccolta delle olive, accanto lassessore Jessika Muti Intesa tra la Confederazione italiana degli agricoltori e il Comune L'assessore Muti: aiuti alle aziende anche nei piani urbanistici
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PORTOFERRAIO. E' di pochi giorni fa la notizia della sottoscrizione, da parte dell'amministrazione portoferraiese, della "Carta di Matera", un documento per favorire lo sviluppo di un importante settore come quello dell'agricoltura, presente in maniera importante anche all'Elba. Alla firma presenti il sindaco di Portoferraio Roberto Peria e l'assessore alle politiche agricole Jessica Muti, che si sono detti soddisfatti dell'iniziativa in quanto era già nel programma di governo una rivitalizzazione della produzione agricola. Le carte, sottoscritte da molti comuni d'Italia saranno consegnate l'8 settembre alla Festa dell'Agricoltura a Torino. Il comune sottoscritto dall'amministrazione è stato presentato dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) a tutti i Comuni italiani per costruire un futuro con più agricoltura. «E' una carta di principi che la Confederazione Italiana Agricoltori ha ideato un anno fa a Matera - spiega Cinzia Pagni, segretaria provinciale della Cia di Livorno - e la propone ai sindaci d'Italia. Le carte sottoscritte saranno consegnate l'8 settembre alla festa dell'Agricoltura a Torino. L'agricoltura è una realtà economica importante in cui gli agricoltori sono protagonisti e portatori della tradizione». Anche l'Elba è una terra in cui l'agricoltura è sempre stata tradizione e «noi - continua Pagni - vogliamo far riconoscere queste radici, che devono essere riproposte e sviluppate, perché questo insieme alle altre associazioni può essere un importante elemento di sviluppo». Una carta molto vicina al programma di governo dell'amministrazione, hanno affermato il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria e l'assessore alle politiche agricole Jessika Muti. «Era già nel nostro progetto politico del 2009 - spiega Muti - l'agricoltura è una parte importante anche per la riscoperta di noi stessi. Eppure è un settore che è stato abbandonato negli ultimi quaranta anni. Invece oggi ci sono aziende agricole ed attività che possono dare un nuovo impulso, come l'apicoltura, la viticoltura e l'olivicoltura. Io spererei in una nuova produzione anche di ortaggi e frutta, sarebbe fondamentale per il territorio. Questo ci porterebbe alla ricoperta anche del cibo, come educazione anche per i nostri figli». E per questa riscoperta il Comune ha intenzione di fare la sua parte. «Innanzitutto agevolando dal punto di vista burocratico ed aiutando l'azienda a proporsi - spiega l'assessore alle politiche agricole - visto che i costi per questo settore sono molto elevati. Da questo punto di vista abbiamo già fatto dei passi avanti, con la nuova variante del 2009 che ha aperto nuove possibilità e sono già 13 le aziende agricole che si sono proposte e che abbiamo aiutato a crescere».
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