Il Tirreno

«Migliore qualità con incentivi ai medici»

L’ospedale di Piombino
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L’ospedale di Piombino

Sanità, la ricetta di Stefano Ferrini (Psi) per Villamarina

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 PIOMBINO. «Il dibattito sulla sanità è senz'altro utile ed è migliore del silenzio, ma occorre evitare sia l'elencazione dei problemi senza l'indicazione delle soluzioni che l'esaltazione di un sistema che invece ha molte falle» interviene Stefano Ferrini, segretario Psi.  «Così - prosegue - anche dando seguito all'iniziativa organizzata con l'assessore regionale al diritto alla salute Scaramuccia ed il Segretario regionale Psi Pieraldo Ciucchi, volevamo provare a lanciare qualche proposta».  «La riorganizzazione per intensità di cure, attuata da noi solo a fine 2010 con l'accorpamento dei vari reparti - sottolinea Ferrini - va sostenuta, ma anche ben governata con atti coerenti, altrimenti si rischia di peggiorare il servizio e penalizzare tutti i cittadini, siano essi malati, medici, infermieri o personale che comunque lavora negli ospedali. Tre sono le questioni da affrontare - ricorda - La prima è quella delle fughe verso altri ospedali per interventi cosiddetti di primo livello, che cioè potrebbero essere fatti efficacemente anche qui e che portano via risorse che per l'Asl 6 ammontano a circa 86 milioni di euro l'anno».  «Basterebbe - dice Ferrini - come proposto dal segretario provinciale della Uilsanità Paolo Camelli, eliminare le compensazioni regionali, cioè i soldi che la Regione da agli ospedali, prevalentemente a quelli universitari come Pisa, per tutte quelle attività svolte per pazienti provenienti da altre Usl. Al loro posto invece bisognerebbe introdurre incentivi ai medici - aggiunge - degli ospedali universitari disponibili a lavorare anche per quelli di primo livello come Villamarina. Così le aziende universitarie si libererebbero delle attività di base per dedicarsi alla ricerca, gli ospedali di primo livello potrebbero erogare servizi di qualità e crescere grazie anche al maggior numero di interventi che farebbero ed i cittadini non sarebbero costretti ad un pendolarismo sanitario con costi e sacrifici ingenti».  «La seconda questione riguarda l'identità di Villamarina - riprende Ferrini - Considerando le distanze da Livorno e da Grosseto, occorre da un lato mantenere tutti gli attuali servizi, ma anche potenziare quelli che meglio rispondono alle caratteristiche ed alle necessità del nostro territorio, cioè specializzarci solo su alcune patologie più richieste e su cui siamo bravi piuttosto che rimanere generici. Infine dobbiamo porci l'obiettivo del raddoppio del bacino di utenza, che possiamo raggiungere però solo con un nuovo ospedale in una nuova posizione, più rivolta a Sud verso l'Alta Maremma, con accordi precisi tra le Usl e sotto la regia della Regione. Tre strade su cui lavorare per dare un futuro alla nostra sanità senza perdere di vista i problemi del presente».

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