Gioco
Aeroporto, obiettivo 60mila arrivi
Matteoli pronto a sostenere un progetto di sviluppo
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Obiettivo 60mila arrivi l'anno. Non solo da Pisa e Firenze, con i collegamenti finanziati dalla continuità territoriale, ma anche da Roma e Milano. Queste le strategie per lo sviluppo dello scalo della Pila che incassano il sostegno del ministro Altero Matteoli. La vista elbana del ministro alle infrastrutture e ai trasporti è servita anche a fare il punto su un progetto, quello per lo sviluppo dell'aeroporto, per ora mai decolato. L'affidamento della gara per la continuità territoriale, prima per scarso interesse da parte delle compagnie e poi per le indagini della Procura di Roma, non si è mai concretizzato. E ancora oggi i turisti che arrivano con l'aereo a Pisa raggiungono l'Elba in bus.
Solo la tenacia di alcune compagnie, come Intersky per i collegamenti con il Nord Europa, e di alcuni soggetti pubblici e privati - Camera di Commercio, Regione, la società pubblico-privata Elafly e Silver Air - hanno consentito il mantenimento di alcune tratte di linea. Adesso, come ribadito dai vertici dalla stessa Elbafly, è arrivato il momento di cambiare rotta, con il sostegno di Matteoli. «Ho parlato con il presidente di Elbafly - afferma il ministro - lo scalo elbano ha bisogno della garanzia di un certo numero di collegamenti. Non basta limitarsi ad arrivare all'Elba da Pisa.
Con linee per Roma e Milano credo si potrebbero raggiungere 50-60 mila passeggeri l'anno che potrebbero garantire la sopravvivenza di questa realtà con l'aiuto di finanziamenti comuni: dalla Camera commercio, dalla Regione e tramite un coinvolgimento di Enac. Se c'è la volontà di lavorare su questo programma ho detto che sono disponibile a dare una mano per realizzarlo». Tra le richieste avanzate dal territorio anche la possibilità di allungare da uno a tre anni il periodo per il quale assegnare le risorse della continuità territoriale aerea.
Solo la tenacia di alcune compagnie, come Intersky per i collegamenti con il Nord Europa, e di alcuni soggetti pubblici e privati - Camera di Commercio, Regione, la società pubblico-privata Elafly e Silver Air - hanno consentito il mantenimento di alcune tratte di linea. Adesso, come ribadito dai vertici dalla stessa Elbafly, è arrivato il momento di cambiare rotta, con il sostegno di Matteoli. «Ho parlato con il presidente di Elbafly - afferma il ministro - lo scalo elbano ha bisogno della garanzia di un certo numero di collegamenti. Non basta limitarsi ad arrivare all'Elba da Pisa.
Con linee per Roma e Milano credo si potrebbero raggiungere 50-60 mila passeggeri l'anno che potrebbero garantire la sopravvivenza di questa realtà con l'aiuto di finanziamenti comuni: dalla Camera commercio, dalla Regione e tramite un coinvolgimento di Enac. Se c'è la volontà di lavorare su questo programma ho detto che sono disponibile a dare una mano per realizzarlo». Tra le richieste avanzate dal territorio anche la possibilità di allungare da uno a tre anni il periodo per il quale assegnare le risorse della continuità territoriale aerea.
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