Sicurezza
Tagli a ortopedia, si mobilita il comitato elbano
Giovedì un presidio di fronte agli uffici dell'Asl in occasione della conferenza dei sindaci
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PORTOFERRAIO. Dopo la mobilitazione dei primi cittadini, convocati d'urgenza dal presidente della conferenza dei sindaci, Vanno Segnini, per affrontare il problema del ridimensionamento del reparto di ortopedia, scendono in campo i cittadini. In occasione della riunione dei sindaci i rappresentanti del Comitato Elba Sanità invitano tutti gli elbani a partecipare a un presidio (giovedì alle 15,15 di fronte alla palazzina degli uffici amministrativi dell'Asl) per difendere il diritto alla salute dei cittadini e contro «le sciagurate e disatrose decisioni - si legge nel cominucato del Comitato - della direzione aziendale Usl 6 di Livorno». Le contestazioni alla tarsformazione del reparto di ortopedia in un semplice ambulatorio sono numerose. Sul tema è intervenuto anche il consigliere comunale e presidente provinciale dell'Udc, Roberto Marini, che punta il dito contro l'Asl ma, ancora di più, contro la Regione e il Pd. «È vergognosa - afferma - la scelta fatta a discapito del reparto di ortopedia. Di quel reparto, cioé, che fino a poco tempo fa era considerato il fiore all'occhiello dell'ospedale elbano». Marini, insieme ai consiglieri di minoranza Carlo Burchielli e Riccardo Nurra, torna a considerare la posizione del sindaco di Portoferraio in merito alla chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale, giudicandola parziale e incompleta. «Per essere veritiere le dichiarazioni del sindaco Roberto Peria - afferma - è necessario che il primo cittadino individui chi sono i veri responsabili del declino della sanità sull'Isola. E lui non ne fa cenno alcuno». Il gruppo di minoranza crede che esistono le condizioni, perché si possa giungere a più ragionevoli soluzioni e avverte che la chiusura del reparto non è dovuta alla carenza di personale, bensì alla volontà aziendale e regionale. La gravità di ciò che sta accadendo all'Elba è al centro delle dichiarazioni anche del segretario provinciale di Fials, Massimo Ferrucci, che da mesi aveva preannunciato questo scenario, indissolubilmente legato - a suo avviso - alle scelte fatte dall'azienda e avvallate anche dai sindaci, a cominciare dalla costruzione di un nuovo ospedale a Livorno. Scelta incomprensibile, secondo Ferrucci, dato che «il sindaco di Livorno - afferma - auspica una maggiore integrazione della città nella programmazione dell'area pisana per sanità, trasporti, ecc. E quello di Piombino guarda a Grossetto anche in relazione all'ipotesi di un nuovo ospedale alternativo a Villamarina». In questo panorama «l'Elba rischia di diventare il classico vaso di coccio - afferma Ferrucci - in un modello parcellizzato dove ogni singolo Comune sceglie proprie soluzioni rispetto ad esempio la costruzione dei nuovi presidi ospedalieri». Ferrucci poi si rivolge alle amministrazioni locali. «E' singolare che oggi - afferma riferendosi al caso di ortopedia - qualcuno di accorga della riduzione dei servizi dell'ospedale quando si era dichiarato d'accordo a tale scelta in cambio di altri servizi teritoriali, peraltro mai attivati».
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