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L’INTERVENTO
Più attenzione al settore vinicolo, troppe aziende sono a rischio
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Nonostante tutto, la nostra viticoltura è in crescita. Non solo quantitativa (produzione, numero di etichette e di cantine), ma anche qualitativa, come testimoniano i riconoscimenti a livello nazionale dei nostri vini e la crescita di interesse da parte dei turisti, che sempre di più frequentano le nostre cantine (il turismo enogastronomico è l'altro grande valore aggiunto di una produzione di qualità). Tutto questo non può però nascondere molti elementi di criticità: 1) La crisi economica globale non poteva risparmiare il settore. Si fa fatica a vendere. Reggono le aziende in grado di esportare, soffrono terribilmente le altre. Le giacenze di magazzino sono ancora troppe e pericolose per gli equilibri economici delle aziende. E poi il problema della riscossione dei crediti, che mette in ginocchio molte piccole e medie cantine. Alcune stanno sopravvivendo. 2) La difficoltà a fare sistema territoriale, come denuncia la scarsa adesione al Consorzio di tutela, e a trovare linee comuni, per superficialità e malriposto orgoglio di campanile. 3) La debole attenzione del mondo della ristorazione e del commercio verso il prodotto locale, anche se qualche crescita in questo caso si avverte, ma episodica e in ordine sparso. Tutti gli attori possono fare di più. Ma intanto il mondo della politica e delle istituzioni deve rivolgere maggiore attenzione al settore, che ormai impiega centinaia di persone e vede, malgrado tutto, ancora crescere gli investimenti. C'è bisogno di sostegno con politiche urbanistiche che valorizzino il territorio vocato attraverso regolamenti concertati che spingano al consumo del prodotto locale negli esercizi commerciali, attraverso l'appoggio ad azioni di promozione del turismo enogastronomico (crescita della cultura e della qualità dell'accoglienza, formazione del personale: decisivo, se si pensa che il 15/20% del fatturato si fa in cantina con la vendita diretta), anche con un impegno maggiore nella Strada del vino, formidabile mezzo di promozione ma sottovalutato e snobbato. Il turismo enogastronomico vale in Italia già 5 miliardi e milioni di turisti stranieri e italiani lo vedono come un modo intelligente di conoscere i territori, soprattutto quelli "minori". Il 12 settembre avrà luogo a Suvereto la pubblica audizione della Commissione ministeriale per la concessione della Docg ai vini della val di Cornia. Le istituzioni locali devono essere presenti ai massimi livelli, per testimoniare l'unità su questo obiettivo. Non ci lasciamo sfuggire un'occasione storica. Ripeto sempre che è illusorio pensare di vivere tutti di ombrelloni e vigne, senza altoforni. Ma lo è altrettanto pensare che conti solo l'acciaio e trattare con sufficienza, come residuale e un po' folkloristico, un comparto che fa crescere anche da noi economia, turismo, competenze, cultura e dà lavoro a un sacco di gente. Giampaolo Pioli (Presidente nazionale Città del vino)
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