Gioco
Stufi della sudditanza a Livorno
Il Pdl si schiera col sindaco. Udc e Sel: «Aboliamo tutte le Province»
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PIOMBINO. Ormai la pentola è scoperchiata e la politica locale è in ebollizione. C'è chi vanta, come il consigliere comunale del Pdl Alessandro Fulcheris, la partenità dell'idea di lasciare, nell'interesse del porto di Piombino, la Provincia di Livorno per aggregarsi a quella di Grosseto e chi incece, come l'Udc e Sel, insiste sull'abolizione di tutte le Province. «L'avevamo già detto in campagna elettorale e lo ho ribadito in consiglio comunale - sostiene Fulcheris - Continuando a stare sotto l'influenza di Livorno, il futuro del nostro porto sarà solo quello di diventare sempre meno importante. Abbiamo perso quest'anno il collegamento con la Corsica, eppure siamo il porto più vicino. Per andare in Sardegna spesso si va a Livorno o a Civitavecchia. Senza contare che qui non attracca mai una nave da crociera, eppure saremmo attrezzatissimi». «Siamo arcistufi - tuona - di questa sudditanza politica al porto e alla città di Livorno. La Provincia pretesa da Costanzo Ciano durante il fascismo è completamente disomogenea. Meglio guardare all'antica esperienza della diocesi di Massa e Piombino. Siano soddisfatti di veder sostenere il nostro vecchio cavallo di battaglia dal sindaco Anselmi». «Le Province devono essere abolite tutte - sostiene incece il consigliere dell'Udc Luigi Coppola - Tanto meno siamo favorevoli all'Unione dei comuni. Tutte le esperienze precedenti (Intercomunale, Circondario) non hanno brillato per utilità ed efficienza». «Se vogliamo discutere di cose concrete, evitando pregiudiziali demagogiche, possiamo aprire un dibattito serio sull'accorpamento dei comuni, ma il tutto è giusto che avvenga in piena sintonia con tutti i soggetti interessati. Fughe in avanti sono solo fumo negli occhi». Anche per il coordinatore di Sel Ilio Benifei la scelta è una sola: abolire le Province. Ma a suo parere sono evidenti le incertezze, la confusione, i proclami e poi le franate dei vari dirigenti del Pd: «Dal voto contrario in Parlamento sulla abolizione della Province, all'ipotesi delle maxi-province, e domani chissà...». Sul Comune Unico secondo Benifei «si fanno proclami senza partire dai dati di fatto. Il primo è che nella Val di Cornia siamo nel periodo più regressivo dal punto di vista delle politiche unitaria di area. L'esempio ci viene dalla vicenda dell'autostrada. Ogni Comune è andato per la propria strada. Guidoni dice che ognuno ha fatto i propri interessi. Credo proprio di no. Forse non è interesse di San Vincenzo come degli altri Comuni avere la 398 fino al porto, un'autostrada gratis per i residenti e le complanari?». Benifei insiste piuttosto sull'Unione dei comuni. «Si apra una riflessione seria sul livello delle politiche del territorio coinvolgendo cittadini, istituzioni, associazioni di categoria e sindacati e si faccia una proposta, che coinvolga anche le Colline Metallifere, che aggreghi competenze e produca un abbassando dei costi costi e una semplificazione per i cittadini».
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