La protesta
Lidea lanciata dal sindaco raccoglie a Grosseto un mare di consensi, dal centrosinistra ma non solo
Piombino in Maremma, perché no?
Alfredo Faetti
Baldi (Follonica): un'occasione per dare il via a vere politiche territoriali
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GROSSETO. La Maremma è pronta ad accogliere Piombino a braccia aperte. La proposta del sindaco Gianni Anselmi trova terreno fertile nella politica grossetana, dai suoi vertici fino alle realtà locali. Dal turismo ai servizi per il cittadino, il passaggio piombinese sotto Palazzo Aldobrandeschi è ben visto da tutti. O quasi. «Livorno ci schiaccia - ha detto Anselmi - e Piombino è Maremma». Sono le dichiarazioni che il primo cittadino ha rilasciato accompagnando la sua proposta di abbandonare la Provincia di Livorno per passare a quella ipotetica formata da Grosseto, Siena e Arezzo. In Maremma dunque sono tutti pronti (quelli del Pd) ad accogliere il potenziale nuovo arrivato. I massimi esponenti politici del grossetano hanno già strizzato l'occhio: l'onorevole Luca Sani ha benedetto la proposta facendo riferimento alla diocesi, quella di Massa Marittima e Piombino; mentre Leonardo Marras, il presidente della Provincia ha detto che col sindaco di Piombino «più volte abbiamo parlato dell'integrazione della Val di Cornia con le Colline Metallifere». Un aspetto simile a quello sollevato da Luciano Fedeli, presidente della Società della Salute. Infatti, Anselmi ha indicato in «un nuovo ospedale integrato con Massa Marittima» uno dei vantaggi che il grossetano avrebbe da offrirgli. «Con la Val di Cornia stiamo già lavorando su molti aspetti - spiega Fedeli - In questo ipotetico passaggio di Piombino non ci vedo niente di male, anzi. Basta tenere due presidi distinti e riusciremmo a coprire una zona vasta come la nostra». Oltre ad agricoltura, sanità e Parchi, però, il sindaco piombinese ha messo al primo posto nelle motivazioni della sua proposta il turismo. «Basti pensare al golfo che tiene insieme Follonica e Piombino» ha detto. E il sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, che ne pensa? «Vedo bene il passaggio di Piombino, ma non in chiave di confini istituzionali, quanto per politiche e interessi economici coerenti». Baldi parla di politiche del territorio, analizzate nella loro complessità. «Al di là delle Province - continua - sarebbe un'occasione per dare il via a vere politiche territoriali in grado di avere una missione. I territori devono avere una vocazione: se da una parte puntiamo sull'industria, è chiaro che dall'altra il turismo ne risentirà». C'è però chi predica cautela sulla proposta di Anselmi. Non solo perché «come sembra, le tre Province della Toscana del Sud resteranno tali», ma anche per motivi politici. A parlare è Alessandro De Carolis Ginanneschi, capogruppo provinciale Pdl. «In termini elettorali, dovrei esprimermi negativamente perché favorirebbe il centrosinistra, ma sotto il profilo amministrativo credo che debba essere valutata perché condivisibile. Se realizzata, potrebbe infatti contribuire a sviluppare quel "Sistema Maremma" che stiamo cercando di costruire. Spero solo che non sia una provocazione di fine estate lanciata per ragioni tutte interne al Pd».
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