Il Tirreno

«La pantera a Rimigliano». Ma no, è la gatta nera Moka

Cecilia Cecchi

Dilaga la psicosi, ieri i carabinieri hanno dovuto controllare il parco per una segnalazione fasulla

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 SAN VINCENZO. "Pantera avvistata a Rimigliano". La notizia ieri campeggiava sul sommario di un giornale, e qualcuno sosteneva di averla fotografata: una macchia nera nel bosco. Segnalazione parsa un po' "incerta" fin da subito, ma dalla prima mattinata di ieri i carabinieri sono stati costretti a controllare il parco.  Non potevano sapere che già da martedì pomeriggio la verità su quel racconto era in un post scritto dai proprietari del podere Tuscania, due passi da dove sarebbe stata avvistata - per la millesima volta - la fantomatica pantera: «Allora, arriva una coppia con un bimbo, tutta concitata - è scritto nel post - affermando di aver avvistato la pantera e di aver fatto le foto... tutte allarmate chiediamo di vedere le foto, ce le mostrano... si vede un animale nero beato nei cespugli... guardo meglio, è la mia gatta Moka!...». Seguono decine di commenti divertenti e irriverenti. La Forestale, sempre ieri, ha rintracciato l'autore dell'"avvistamento" di Rimigliano: è bastato scambiarci qualche parola per capire che, appunto, la pantera in realtà era Moka. Micia nera che ha preso l'intelligente decisione di dileguarsi, come infastidita dalla troppa pubblicità.  Del resto questa resta l'estate dalle pantera. Da mesi se ne parla, si cerca con e senza trappole. Ogni allarme è obbligatoriamente vagliato dalle autorità, magari distratte da compiti più importanti. Qui da noi le ultimissime ricerche, in ordine di tempo, le ricorda il comandante della stazione della forestale di Venturina, Francesco Angeletti: «La scorsa settimana la prima ricognizione dopo che due ragazzi, facendo footing ai Ghiaccioni verso le 19.30, hanno raccontato di aver visto questo "grosso felino" sull'argine della strada... non avevano dubbi. A seguire, lo stesso giorno dell'avvistamento a Prato Ranieri, la telefonata è arrivata da una signora che percorreva a piedi la strada verso il Campo dei Mariti». Nuovi sopralluoghi col personale di Cecina. «Oltre che un po' d'erba calpestata - ricorda Angeletti - niente impronte. Sul terreno così asciutto è difficile fare accertamenti».  «Siamo sempre più lontani dal mondo naturale - commenta Paolo Maria Politi, Wwf Val di Cornia - non ne conosciamo più meccanismi e presenze, né la fauna selvatica, dimensioni, misure dei nostri animali. Vediamo tanti documentari, con leoni e gazzelle, ma poca è la natura vissuta in prima persona. Nel caso? Vale molto la suggestione, la paura e la ricerca dell'ignoto». Argomento di discussione sotto l'ombrellone: la pantera io l'ho vista e tu no.

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