Il Tirreno

Colpa di due pensionamenti e di un trasferimento nel reparto, all’Elba solo le operazioni programmate

Ortopedia ridotta ad ambulatorio

Valentina Landucci
Ortopedia ridotta ad ambulatorio

Da settembre i pazienti con fratture saranno curati a Piombino

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 PORTOFERRAIO. Rivoluzione in vista per ortopedia in ospedale a Portoferraio. Il reparto perde tre medici (due per pensionamento ed uno per trasferimento) e l'azienda sanitaria corre ai ripari mettendo in pratica i principi dell'organizzazione in dipartimenti: assicurare sul territorio le prestazioni di base prevedendo l'invio di equipe mediche specializzate solo per gli interventi programmati. Tutte o quasi le urgenze finiranno per essere affrontate in strutture continentali.  Una scelta annunciata qualche settimana fa dal direttore generale dell'Asl livornese, Monica Calamai, e confermata dal direttore sanitario, Luca Lavazza. Ma sul ridimensionamento dei servizi elbani è già polemica. A sollevare il caso e Pirro Taddei, rappresentante di Rifondazione Comunista. «La situazione che vive quotidianamente l'ospedale di Portoferraio - afferma Taddei - è drammatica e va sempre peggio. Meno posti letto, personale che non c'è e ora ortopedia che di fatto migra a Piombino. Il messaggio che viene dato alla popolazione? Vietato farsi male pena il trasferimento dei pazienti a Piombino con conseguenti spese aggiuntive per il paziente e i familiari». La riorganizzazione pensata dall'azienda sanitaria, alla luce del minor numero di medici disponibili e del mantenimento, sul territorio isolano, di un ambulatorio con un solo ortopedico, avrà infatti una prima inevitabile conseguenza: un maggior numero di persone con fratture, più o meno gravi, costrette a lasciare l'isola per farsi curare a Piombino.  A Portoferraio, infatti, da settembre resterà un ambulatorio per l'assistenza ordinaria e i casi meno gravi, con un medico ortopedico di turno durante il giorno ed uno reperibile la notte (nel periodo estivo). La struttura, insomma, non potrà farsi carico di tutti i casi urgenti che verranno dirottati altrove. Cosa che già accade se, ad esempio, il paziente deve subire interventi di chirurgia ortopedica che richiedono un ricovero in rianimazione.  Diversa la situazione per gli interventi programmati che, al contrario, continueranno a essere effettuati sull'isola da personale qualificato. «Saranno presenti a Portoferraio - spiega il direttore sanitario dell'Asl, Luca Lavazza - equipe mediche specializzate, almeno una volta alla settimana, per effettuare gli interventi programmati assicurando ai pazienti elbani una maggiore qualità e professionalità delle prestazioni trattandosi di medici che annualmente afforontano una casistica più vasta di chi lavora abitualmente in strutture come quella elbana». Del resto oltre la difficoltà nota sul reperimento di personale per l'isola è stata l'analisi della casistica affrontata all'Elba - impoverita negli anni, come afferma Lavazza - a suggerire la riorganizzazione del reparto che implica l'aumento dei trasferimenti dei pazienti in strutture sul continente «cosa che - conclude il direttore sanitario - anche grazie alle sollecitazioni dell'Asl è oggi più efficiente con il raddoppio dei mezzi aerei pronti a intervenire all'Elba e l'accordo siglato con la Capitaneria a cui potrebbe aggiungersi quello con l'Aeronautica militare che dispone di mezzi in grado di volare anche con condizioni meteo avverse».

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