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Guerra per la provincia, Piombino vuole lasciare Livorno per Grosseto
Macroprovince. Il sindaco Gianni Anselmi propone di abbandonare Livorno. Reazioni stizzite del Pd: "no alle fughe in avanti"
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L'idea di un Comune unico della Val di Cornia l'aveva lanciata a febbraio il sindaco Gianni Anselmi, ottenendo per la verità risposte diplomaticamente poco convinte dai suoi colleghi. Ora, mentre a livello nazionale si discute di abolizione e in alternativa di accorpamenti delle Province, il primo cittadino di Piombino rilancia la sua proposta.
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Se infatti il dibattito si sta spostando sulla creazione in Toscana di tre macroprovince (Firenze-Prato-Pistoia, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno, Grosseto-Siena-Arezzo), ipotesi che piace al presidente Enrico Rossi, Anselmi non ha dubbi. In quel caso meglio stare con Grosseto e il resto della compagnia. Il sindaco di Piombino spiega che non c'entrano le tensioni ricorrenti con Livorno.
«Macché, qui non c'è nulla di "ideologico" - dice Anselmi - Il mio ragionamento è sulla base di reciproche convenienze. Penso che, collocati in un'ipotetica provincia di Grosseto-Siena-Arezzo, saremmo il porto più importante fra Civitavecchia e Livorno, senza citare le opportunità e simmetrie dal punto di vista turistico, basti pensare al golfo di Follonica e al sistema dei Parchi, o al progetto del nuovo ospedale della Val di Cornia». Che avrebbe la sua sostenibilità proprio nella prospettiva di servire anche l'area di Follonica e delle Colline metallifere.
Ragionamenti, quelli del sindaco, ripresi e rilanciati con questi e altri argomenti da Matteo Tortolini, consigliere regionale del Pd. Facendo due conti il risparmio legato alla creazione di un solo Comune, solo al primo anno, sarebbe di circa un milione, ma col tempo (e il progressivo blocco del turnover) le economie sarebbero ancora più consistenti.
Un calcolo fatto a spanne considerando un segretario generale invece di tre, un sindaco al posto di cinque, 10 assessori invece di 20, 40 consiglieri comunali e non più 90. Sulla questione delle macroprovince e dell'eventuale adesione a quella con Grosseto capofila, Tortolini non dimostra incertezze, sostenendo con una certa enfasi la necessità «di un serio programma di innovazione economica e sociale del territorio».
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Se infatti il dibattito si sta spostando sulla creazione in Toscana di tre macroprovince (Firenze-Prato-Pistoia, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno, Grosseto-Siena-Arezzo), ipotesi che piace al presidente Enrico Rossi, Anselmi non ha dubbi. In quel caso meglio stare con Grosseto e il resto della compagnia. Il sindaco di Piombino spiega che non c'entrano le tensioni ricorrenti con Livorno.
«Macché, qui non c'è nulla di "ideologico" - dice Anselmi - Il mio ragionamento è sulla base di reciproche convenienze. Penso che, collocati in un'ipotetica provincia di Grosseto-Siena-Arezzo, saremmo il porto più importante fra Civitavecchia e Livorno, senza citare le opportunità e simmetrie dal punto di vista turistico, basti pensare al golfo di Follonica e al sistema dei Parchi, o al progetto del nuovo ospedale della Val di Cornia». Che avrebbe la sua sostenibilità proprio nella prospettiva di servire anche l'area di Follonica e delle Colline metallifere.
Ragionamenti, quelli del sindaco, ripresi e rilanciati con questi e altri argomenti da Matteo Tortolini, consigliere regionale del Pd. Facendo due conti il risparmio legato alla creazione di un solo Comune, solo al primo anno, sarebbe di circa un milione, ma col tempo (e il progressivo blocco del turnover) le economie sarebbero ancora più consistenti.
Un calcolo fatto a spanne considerando un segretario generale invece di tre, un sindaco al posto di cinque, 10 assessori invece di 20, 40 consiglieri comunali e non più 90. Sulla questione delle macroprovince e dell'eventuale adesione a quella con Grosseto capofila, Tortolini non dimostra incertezze, sostenendo con una certa enfasi la necessità «di un serio programma di innovazione economica e sociale del territorio».
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