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LE REAZIONI
Da San Vincenzo i primi no «Mai l'annessione a Piombino»
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SAN VINCENZO. «Io dico "no senza se e senza ma" all'annessione di San Vincenzo da parte di Piombino». È la reazione di Franco Guidoni, assessore alla finanze del Comune di San Vincenzo, che precisa tuttavia di intervenire a livello personale «come lo sono naturalmente quelli di Anselmi e Tortolini». L'assessore sostiene che le ragioni non sono ideologiche «ma gli interessi economici, culturali e sociali di San Vincenzo sono alternativi e non complementari, come si vuol far credere, a quelli del territorio di Piombino. Infatti non a caso Anselmi e Tortolini parlano di porto, di infrastrutture, di turismo metodo Follonica (basta vedere le ultime realizzazioni lungo la vecchia Aurelia per capire quale a quale tipo di turismo ci si rivolge) e non si pensa ad una città con servizi di alta qualità che offra un turismo di prestigio con una promozione diretta al mondo». «San Vincenzo - sostiene Guidoni - con l'adesione al Comune di Piombino vedrebbe sfiorire tutte le sue ambizioni verso un futuro di qualità. Ambizioni che sarebbero soffocate dai grandi problemi che il nuovo Comune si troverebbe ad affrontare e risolvere. Queste giuste aspettative della cittadina balneare verrebbero mortificate e non potrebbero essere tenute in nessuna considerazione. Abbiamo visto che, anche ultimamente, sull'autostrada che Piombino, facendo giustamente gli interessi della sua gente, ha abbandonato gli altri comuni della costa al loro destino. Mi sembra già questo l'esempio di quali sarebbero le scelte future». «Se San Vincenzo dovesse essere costretto ad aggregarsi con qualche altro Comune - sostiene quindi Guidoni - dovrebbe volgere il suo sguardo verso Castagneto, non trascurando il ricongiungimento con Campiglia se questa intendesse staccarsi da Piombino. Già oggi gli abitanti di San Vincenzo, nonostante la forzatura della Val di Cornia, orbitano nell'area di Cecina, Castagneto. Ad esempio quasi la totalità degli studenti va alle scuole di Cecina, l'ospedale di riferimento dei sanvincenzini, nonostante le insistenze dell'Asl per evitare fughe, è quello di Cecina e nei casi più gravi Pisa o Livorno. Le affinità culturali e d'interessi con Castagneto sono di gran lunga maggiori di quelle con Piombino. Non ultimo il fatto che moltissime famiglie sanvincenzine discendono da castagnetani che si sono trasferiti in un recente passato». «Ad ogni modo - conclude - credo che dovranno essere i cittadini con un referendum comune per comune a scegliere e non con uno unico dove la maggioranza dei piombinesi deciderebbe per tutti». Sulla Provincia Guidoni sostiene che vadano abolite tutte: «Sono enti che, come ben sa anche Anselmi, aumentando la burocrazia, sono dannosi e molto costosi. Non servirebbe a nulla fare delle macro province che sarebbero ancora fonte di costi e burocrazia e più lontane dalla gente. In ogni caso andare con Grosseto sarebbe un salto all'indietro».
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