Sicurezza
Comune unico, frenata del Pd
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Il segretario della Federazione Pd Val di Cornia Valerio Fabiani Il segretario della Federazione Fabiani: «Prima facciamo l'Unione»
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PIOMBINO. Un solo Comune in Val di Cornia e, se si arriverà alla creazione di tre macroprovince toscane, il passaggio in quella composta da Grosseto, Siena e Arezzo. E' la proposta lanciata ieri sul Tirreno dal sindaco di Piombino Gianni Anselmi, e dal consigliere regionale del Pd Matteo Tortolini. Proposta che si fonda sulle esigenze di riduzione dei costi e di razionalizzazione delle funzioni politico-amministrative, e che indubbiamente animerà il congresso del Pd in ottobre. Il segretario del Pd, Valerio Fabiani, frena: in sintesi il dibattito sulle Province non lo appassiona, e non solo perché è favorevole al taglio netto, il Comune unico invece è un obiettivo perseguibile ma non dietro l'angolo, e prima è utile dar vita all'Unione dei Comuni, secondo quella che al momento sembra anche la linea prevalente tra i sindaci. «Il dibattito si è aperto alla luce della manovra proposta da Tremonti - dice Fabiani - e il tema di come si riducono i costi legati alla pubblica amministrazione o alla politica c'è anche se se non accettiamo la barzelletta che si possa affrontare chiudendo il Comune di Sassetta». Per il segretario del Pd «anche a livello locale ci sono gli spazi per agire in questa direzione. In Toscana la legislatura si è aperta con circa 90 società o enti pubblici diversi per la gestione di servizi tipo acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale. Il presidente Rossi ha coraggiosamente affrontato questo tema attraverso una politica di tagli, risparmi e accorpamenti. Ma c'è molta strada da fare e troppa incertezza fra i nostri amministratori». Alla domanda se comunque sia più conveniente stare con la Provincia di Livorno o con quella di Grosseto Fabiani risponde che «il problema non sono i confini istituzionali ma capire come si interviene tra i problemi in un pezzo di Toscana che sta tra due province e che o si organizza con sinergie o rischia la marginalità». Nel merito Fabiani sostiene che parlare di Livorno e Grosseto non può ridursi «a una discussione calcistica, non si confrontano due tifoserie. Io penso che la Regione dovrebbe cambiare la sua proposta di far nascere tre unioni delle Province e darsi l'obiettivo di costituire tre grandi Province. Penso però che questa proposta sarebbe più forte se si ponesse fin da subito l'obiettivo politico di superare le Province, ridistribuendone le funzioni e rafforzando i Comuni». Sul Comune unico per Fabiani «occorre aprire una nuova stagione di politiche comprensoriali attraverso una sempre maggiore omogeneità nel governo della Val di Cornia e nuove e più solide sinergie con gli altri territori, dall'Elba alla parte nord della provincia di Grosseto e al territorio di Castagneto. La questione istituzionale c'è e lo dimostra il lavoro che i nostri Comuni stanno facendo per costituire l'Unione dei Comuni, un solo grande Comune in Val di Cornia potrà rappresentare lo sbocco naturale di questa storia che dall'associazione dei Comuni è approdata al Circondario e oggi all'Unione dei Comuni, che si può realizzare in tempi brevi». Ma per il segretario del Pd «una sempre maggiore omogeneità fra i nostri Comuni si può realizzare da subito prima di tutto attraverso le scelte di governo, quelle che riguardano più direttamente la vita dei cittadini. A partire dalle competenze dei Comuni, come l'urbanistica. A San Vincenzo per esempio - sostiene Fabiani - si è avviato un processo di riallineamento della pianificazione urbanistica a quella degli altri Comuni della Val di Cornia. Presto di questo processo si vedranno importanti frutti. Il lavoro del sindaco Biagi e di tutta l'amministrazione comunale produrrà una svolta orientata al recupero dell'esistente, a interventi misurati solo in aree già trasformate e senza consumo di nuovo suolo, salvaguardando il territorio agricolo. Ora tocca alla politica - conclude il segretario del Pd - e alla società discutere perché la riflessione sulla modernizzazione dell'assetto istituzionale sia ancorata a un progetto che parli di economia e servizi alla persona. L'accorpamento prima e il superamento poi delle Province, così come l'accorpamento dei Comuni dovranno essere il frutto di una scelta politica condivisa e dettata dalla necessità di una maggiore efficienza di tutto l'apparato istituzionale, per metterlo all'altezza delle nuove sfide». (cloz) ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2
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