Il Tirreno

«Un solo Comune in Val di Cornia»

Cristiano Lozito
Una seduta del consiglio comunale di Piombino
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Una seduta del consiglio comunale di Piombino

Anselmi e Tortolini: e se arrivano le macroprovince meglio andare con Grosseto

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 PIOMBINO. L'idea di un Comune unico della Val di Cornia l'aveva lanciata a febbraio il sindaco Gianni Anselmi, ottenendo per la verità risposte diplomaticamente poco convinte dai suoi colleghi.  Ora, mentre a livello nazionale si discute di abolizione e in alternativa di accorpamenti delle Province, il sindaco di Piombino rilancia: se infatti il dibattito si sta spostando sulla creazione in Toscana di tre macroprovince (Firenze-Prato-Pistoia, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno, Grosseto-Siena-Arezzo), ipotesi che piace al presidente Enrico Rossi, Anselmi non ha dubbi. In quel caso meglio stare con Grosseto e il resto della compagnia.  Il sindaco di Piombino spiega che non c'entrano le tensioni ricorrenti con Livorno, specie dopo il caso del Lotto Zero: «Macché, qui non c'è nulla di "ideologico" - dice Anselmi - Il mio ragionamento è sulla base di reciproche convenienze e di necessaria programmazione, oltre che sulle relazioni sociali e culturali. Allora io penso che, collocati in un'ipotetica provincia di Grosseto-Siena-Arezzo, saremmo il porto più importante fra Civitavecchia e Livorno, senza citare le opportunità e simmetrie dal punto di vista turistico, basti pensare al golfo di Follonica e al sistema dei Parchi, o al progetto del nuovo ospedale della Val di Cornia». Che avrebbe la sua sostenibilità proprio nella prospettiva di servire anche l'area di Follonica e delle Colline metallifere.  Ragionamenti, quelli del sindaco, ripresi e rilanciati con questi e altri argomenti da Matteo Tortolini, consigliere regionale del Pd che, anzi, è ancora più diretto: «In un momento di cambiamenti così importanti a tutti i livelli, il nostro territorio non può assolutamente permettersi di stare fermo. Sul Comune unico in Val di Cornia servirà un referendum, ovviamente dopo un dibattito che veda protagonisti tutti i Comuni. Perché quelli più piccoli non vivano la questione come una specie di annessione da parte di Piombino, ma invece si convincano che in questa situazione economica, con la crisi del polo siderugico, e una capacità di spesa degli enti locali che inevitabilmente sarà sempre più ridotta, sono indispensabili razionalizzazione e programmazione».  Facendo due conti il risparmio legato alla creazione di un solo Comune, solo al primo anno, sarebbe di circa un milione, ma col tempo (e il progressivo blocco del turnover) le economie sarebbero ancora più consistenti.  Un calcolo fatto a spanne considerando un segretario generale invece di tre, un sindaco al posto di cinque, 10 assessori invece di 20, 40 consiglieri comunali e non più 90.  Il tema del Comune unico sarà comunque un tema al centro del prossimo congresso della Federazione del Pd, a ottobre, tanto per far capire che sul piano politico le scelte verranno compiute in tempi stretti.  Sulla questione delle macroprovince e dell'eventuale adesione a quella con Grosseto capofila, Tortolini non dimostra incertezze, sostenendo con una certa enfasi la necessità «di un serio programma di innovazione economica e sociale del territorio, nelle temperie di un tempo che richiede coraggio».  Coraggio, sembra dire Tortolini, necessario ad ammettere che stare con Livorno non conviene. Più nel dettaglio secondo il consigliere regionale del Pd «il nostro territorio ha rapporti naturali con l'Alta maremma, e non certo da oggi, che portano a definire Val di Cornia ed Elba i terminali marittimi di questa macrozona. Ad esempio il porto di Piombino sarebbe il più importante e non più il terzo. Più in generale mi riferisco a scelte di programmazione, logistica, di trasformazione delle merci che in sinergia con Siena e Arezzo e dentro un potenziamento infrastrutturale legato alla Grosseto-Fano potrebbero aprire uno spazio importante di ruolo, di investimenti e quindi di funzione per la Val di Cornia. Ma penso anche - conclude Tortolini - - all'agricoltura, che potrebbe avere un impulso importantissimo dalle sinergie tra due zone che insieme fanno la metà della produzione toscana, e alla rete dei parchi che avrebbe solo vantaggi».

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