Gioco
Doc di gran qualità, il mercato si apre alle aziende vinicole
Katia Ghilli
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PIOMBINO. Nel corso della campagna vitivinicola 2010 dai 194 ettari di terreno coltivato a vite a denominazione d'origine controllata sono stati prodotti in tutta la Val di Cornia 8mila 807 ettolitri di vino. Il dato emerge dal piano viticolo triennale 2010-2012 elaborato dalla Provincia di Livorno sulla base delle informazioni elaborate da Artea, l'agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura.
Siamo la seconda doc di tutto il territorio provinciale, subito dopo quella di Bolgheri con una resa pari al 16% tra vite coltivata e resa di vino. La doc dell'Elba ha raggiunto l'8%, mentre Terratico Bibbona appena il 2%. Secondo la Provincia di Livorno, che ha la delega per l'agricoltura, possiamo fare molto meglio. Il consiglio provinciale, nel corso della sua ultima seduta, ha approvato il nuovo piano vitivinicolo che prevede, per la Val di Cornia, fino al 2012, la possibilità di arrivare ad occupare a vite doc ben 700 ettari di terreno, triplicando l'attuale superficie già lavorata.
Un traguardo che, per gli uffici provinciali, può essere raggiungibile, dato che nel solo Comune di Suvereto la vite (compresa quella da cui si ricava vino a marchio Igt e da tavola) occupa una porzione di territorio pari a 400 ettari. Il piano vitivinicolo 2010-2012 contiene altri dati interessanti dal punto di vista della produzione dei vini di qualità. Per la Val di Cornia, è sufficiente un solo dato per capire la capacità delle nostre 100 aziende vinicole d'imporsi sul mercato: nel corso della scorsa campagna viticola sono state prodotte qualcosa come un milione e 187mila 985 bottiglie da 0,75 litri. Le produzioni più importanti sono almeno quattro: il doc cabernet sauvignon con 127mila 802 litri, il merlot con 136mila 573 litri, il rosso/rosato con 169mila 398 litri ed il Val di Cornia Suvereto con 113mila 770 litri (quest'ultimo prodotto soltanto da un paio di aziende).
Va riconosciuta alle nostre ditte la capacità di credere in un solo prodotto ed affrontare con esso il mercato. Secondo quanto emerge dai dati provinciali, c'è una sola ditta che produce ansonica, una specializzata nell'ansonica passito, così come per il cabernet souvignon superiore ed il ciliegiolo. Prima di chiudere un ultimo dato interessante. La giacenza attuale dei vini (sia appartenenti ai marchi doc, docg ed igt che quelli cosiddetti "da tavola", per il consumo immediato, senza attesa d'invecchiamento) appartenenti a tutte le nostre aziende è pari a 20mila 572 ettolitri. Un dato che fa riferimento fino alla campagna vitivinicola 2009 e che nelle prossime settimane è destinato a mutare (Artea sta chiedendo dal primo di questo mese agli agricoltori i nuovi dati ed il tempo per fornirli è fino al 10 settembre prossimo).
Con il termine di "giacenza", in agricoltura, si fa riferimento a tutti quei vini sia in "produzione" (in fase di trasformazione ed invecchiamento) che "in commercio" (acquistati e detenuti per la commercializzazione) presenti nelle aziende fino al 31 luglio di ogni anno. Secondo il disciplinare doc Val di Cornia, prima di raggiungere i requisiti necessari per la denominazione d'origine controllata "Val di Cornia" Sangiovese, Merlot e Cabarnet Sauvignon devono trascorrere 18 mesi per l'invecchiamento, di cui almeno sei mesi in botti di legno. Per la sottozona "Suvereto" tale periodo sale a 26 mesi (di cui almeno 15 in recipienti in legno e sei mesi in bottiglia prima di essere commercializzati).
In questo modo, sommandosi tra loro i dati delle ultime vendemmie, quello custodito dalle nostre aziende è un "tesoretto" con commercializzazione a media scadenza: il vino prodotto lo scorso anno sarà vendibile in un periodo di tempo che oscilla tra l'estate 2012 e l'inverno del 2013.
Siamo la seconda doc di tutto il territorio provinciale, subito dopo quella di Bolgheri con una resa pari al 16% tra vite coltivata e resa di vino. La doc dell'Elba ha raggiunto l'8%, mentre Terratico Bibbona appena il 2%. Secondo la Provincia di Livorno, che ha la delega per l'agricoltura, possiamo fare molto meglio. Il consiglio provinciale, nel corso della sua ultima seduta, ha approvato il nuovo piano vitivinicolo che prevede, per la Val di Cornia, fino al 2012, la possibilità di arrivare ad occupare a vite doc ben 700 ettari di terreno, triplicando l'attuale superficie già lavorata.
Un traguardo che, per gli uffici provinciali, può essere raggiungibile, dato che nel solo Comune di Suvereto la vite (compresa quella da cui si ricava vino a marchio Igt e da tavola) occupa una porzione di territorio pari a 400 ettari. Il piano vitivinicolo 2010-2012 contiene altri dati interessanti dal punto di vista della produzione dei vini di qualità. Per la Val di Cornia, è sufficiente un solo dato per capire la capacità delle nostre 100 aziende vinicole d'imporsi sul mercato: nel corso della scorsa campagna viticola sono state prodotte qualcosa come un milione e 187mila 985 bottiglie da 0,75 litri. Le produzioni più importanti sono almeno quattro: il doc cabernet sauvignon con 127mila 802 litri, il merlot con 136mila 573 litri, il rosso/rosato con 169mila 398 litri ed il Val di Cornia Suvereto con 113mila 770 litri (quest'ultimo prodotto soltanto da un paio di aziende).
Va riconosciuta alle nostre ditte la capacità di credere in un solo prodotto ed affrontare con esso il mercato. Secondo quanto emerge dai dati provinciali, c'è una sola ditta che produce ansonica, una specializzata nell'ansonica passito, così come per il cabernet souvignon superiore ed il ciliegiolo. Prima di chiudere un ultimo dato interessante. La giacenza attuale dei vini (sia appartenenti ai marchi doc, docg ed igt che quelli cosiddetti "da tavola", per il consumo immediato, senza attesa d'invecchiamento) appartenenti a tutte le nostre aziende è pari a 20mila 572 ettolitri. Un dato che fa riferimento fino alla campagna vitivinicola 2009 e che nelle prossime settimane è destinato a mutare (Artea sta chiedendo dal primo di questo mese agli agricoltori i nuovi dati ed il tempo per fornirli è fino al 10 settembre prossimo).
Con il termine di "giacenza", in agricoltura, si fa riferimento a tutti quei vini sia in "produzione" (in fase di trasformazione ed invecchiamento) che "in commercio" (acquistati e detenuti per la commercializzazione) presenti nelle aziende fino al 31 luglio di ogni anno. Secondo il disciplinare doc Val di Cornia, prima di raggiungere i requisiti necessari per la denominazione d'origine controllata "Val di Cornia" Sangiovese, Merlot e Cabarnet Sauvignon devono trascorrere 18 mesi per l'invecchiamento, di cui almeno sei mesi in botti di legno. Per la sottozona "Suvereto" tale periodo sale a 26 mesi (di cui almeno 15 in recipienti in legno e sei mesi in bottiglia prima di essere commercializzati).
In questo modo, sommandosi tra loro i dati delle ultime vendemmie, quello custodito dalle nostre aziende è un "tesoretto" con commercializzazione a media scadenza: il vino prodotto lo scorso anno sarà vendibile in un periodo di tempo che oscilla tra l'estate 2012 e l'inverno del 2013.
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