Il Tirreno

Ottimo bilancio per Apritiborgo 25mila presenze

Francesco Rossi
Un angolo di Campiglia gremito di gente e tre artisti di strada
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Un angolo di Campiglia gremito di gente e tre artisti di strada

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 CAMPIGLIA. Si è chiusa con Ferragosto la quinta edizione dell'ABC festival - Apritiborgo, quella che al momento viene considerata la più riuscita.  Anche se nella serata finale il pubblico è calato leggermente rispetto alle serate precedenti, il bilancio conclusivo è di tutto conforto, più di 25.000 presenze (come nel 2010), considerati i biglietti ed abbonamenti venduti, 18.596, i permessi speciali rilasciati, 2.532, ed il fatto che i bambini sotto i 10 anni, una parte consistente degli spettatori, entravano gratuitamente.  L'atmosfera che si vive oltre l'ingresso è del tutto peculiare, non solo per il tripudio di luci, colori, costumi, banchetti e cibo che si trovano dappertutto e che all'inizio quasi disorientano lo spettatore, che non riesce ad apprezzare tutto quello che lo circorda, ma in particolare per l'espressione delle persone.  Pare infatti di avvertire nei loro sguardi, prima che gli spettacoli abbiano inizio, una sorta di attesa, come se tutti coloro che si trovano dentro le mura, dentro al festival, fossero degli attori dietro le quinte avvolti in uno stato di emozionante tensione prima che le luci si abbassino e si alzi il sipario.  Se un'osservazione si può fare al riguardo è che il "sipario" dei vari spettacoli si alza un po' tardi, alle 21,30 tranne poche eccezioni, e questo impedisce di vedere un congruo numero di esibizioni, considerato anche che le ultime corse dei bus-navetta passano per piazza Callistru a mezzanotte, il che obbliga a lasciare il borgo-teatro almeno un quarto d'ora prima.  Per quanto riguarda gli spettacoli veri e propri, si son viste confermate la professionalità degli artisti di strada e la varietà dei loro numeri.  Questo si estende anche ai giovani talenti, ragazzi minorenni che con innata naturalezza recitano la loro parte tra le vie del centro storico.  Jacopo Bertocchi, assessore alla cultura, lo si trova più teso e con l'occhio vigile intorno alle 21 in via Buozzi, poi più rilassato intorno alla mezzanotte, nella stessa via, mentre sorseggia della birra. «E' andato tutto bene - dice - abbiamo avuto un notevole riscontro di pubblico e non ci sono stati in questi giorni problemi di alcun genere. Nel contesto attuale, di crisi economica e di tagli, raggiungere questo risultato è una soddisfazione. E quello che più mi ha remunerato è che molte persone, nel venire a vedere il festival, hanno scoperto Campiglia. Ma lo sai che Campiglia è proprio bella? mi hanno detto».  Eppure c'era qualche problema col numero più basso di sponsor. «E' vero, ne avevamo meno, ma non posso biasimare chi non ha potuto contribuire, anche perché ha contribuito ad altre manifestazioni prima di questa». E le voci che si rincorrono che quella del 2011 sarebbe l'ultima edizione di Apritiborgo? «Non credo. Vorrebbe dire che io ho presieduto alla migliore delle cinque, lascieremmo raggiunto il picco. Scherzi a parte, sarebbe un peccato abbandonare un evento di rilievo come è ormai divenuto Apritiborgo. Quest'anno inoltre ci siamo presi l'incarico anche di gestire la via del Gusto (in via Cavour, ndr), che prima veniva curata dall'ente valorizzazione, e quindi abbiamo ottenuto un ottimo risultato pure con difficoltà maggiori». «Dunque - conclude Bertocchi, dobbiamo continuare, non lasciare».

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