Il dolore
Dopo il Circondario, Val di Cornia ancora in alto mare per la condivisione delle funzioni base
Nuove prove di Unione dei Comuni
Melisanda Massei Autunnali
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Lex sede del Circondario della Val di Cornia ora soppresso Test a gennaio: Sassetta e Suvereto unificheranno alcuni settori
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PIOMBINO. Riprenderanno a settembre i lavori per l'Unione dei Comuni, l'organismo incaricato di sostituire il Circondario della Val di Cornia, soppresso nel marzo del 2010. Due i percorsi in partenza, i quali, sviluppati in parallelo, concorreranno a creare le circostanze sulle quali l'Unione prenderà vita. Il primo riguarda tutti e cinque i Comuni della Val di Cornia, che appunto dal mese prossimo apriranno lo studio sul secondo pacchetto di funzioni (il primo fu determinato all'inizio dell'anno) da portare all'interno del nuovo organismo. Questa operazione richiederà qualche tempo: ovvero quello necessario per la determinazione di tutti gli assetti organizzativi e relativi costi, cercando di renderli il più possibile accessibili. Contemporaneamente si provvederà all'unificazione - imposta dalla legge entro il 1º gennaio - di almeno due funzioni fondamentali (es. pubblica istruzione, ragioneria, bilancio, polizia municipale, assetto del territorio) dei due comuni più piccoli, ovvero Sassetta e Suvereto. «Se a quella data l'Unione dei Comuni non dovesse essere ancora pronta - spiega il sindaco di Suvereto, Giampaolo Pioli - noi nel frattempo ci saremmo portati avanti con questo genere di unificazione tra questi due comuni e altri, ugualmente piccoli, che volessero fare la stessa cosa. In caso contrario, avremmo comunque di fronte a noi un lavoro parallelo non inutile, perché ci avrebbe permesso comunque di anticiparci su determinati aspetti». L'Unione è un passo importante, aggiunge Pioli: «Credo che la spinta sulla governance locale che incoraggia, addirittura, dove è possibile, all'unificazione tra i comuni, sia una una spinta interessante. Allo stesso tempo, però, è fuori discussione che i nostri comuni, che sono così antichi e radicati, possano passare a una fusione, se prima non abbiamo un percorso di condivisione delle funzioni principali». Questo non significa che l'idea del Comune Unico proposta alcuni mesi fa dal sindaco di Piombino Gianni Anselmi sia da respingere: «Certamente no. Ma se non facciamo questo passo intermedio e non cominciamo a lavorare di nuovo insieme, di Comune Unico non è neanche possibile parlare». La soppressione del Circondario, chiarisce Pioli è stata una circostanza nefasta per la comunicazione tra i Comuni: «Un qualcosa di serissimo e che sta lentamente logorando una tradizione di governo sovracomunale lunghissima, trentennale, tant'è che la sensazione è che pian piano ciascuno andrà per conto proprio, senza tenere conto della complessità del territorio. Il fatto che ora manchi un luogo dove far incontrare settimanalmente i sindaci è un fatto di una gravità inaudita per la Val di Cornia». Proprio per questo l'Unione dei Comuni, al momento, ha la priorità assoluta: «Soltanto dopo si potrà discutere sul Comune Unico: a patto però di vederlo come un processo condiviso e maturato all'interno di un percorso».
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