Il Tirreno

Chiusura di piazza Verdi, dopo le proteste a vuoto i negozianti si mobilitano

Chiusura di piazza Verdi, dopo le proteste a vuoto i negozianti si mobilitano

Cna, Confesercenti e Confcommercio accusano la giunta di agire al di fuori della concertazione

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PIOMBINO. Una manifestazione sotto il palazzo comunale. Locandine affisse nei negozi per chiarire ai clienti i motivi del dissenso. Qualche iniziativa colorata e vivace non meglio definita. Bolle anche questo nella pentola della protesta che Cna, Confcommercio e Confesercenti si dicono pronte a scoperchiare insieme agli associati. In particolare, insieme a quelli che si ritengono più penalizzati dalla chiusura di piazza Verdi. Ed anche da altre decisioni prese dalla giunta al di fuori - dicono - di qualsiasi forma di concertazione. Stavolta commercianti e artigiani sembrano fare sul serio. «Nonostante le richeste, non si è smosso nulla. Restiamo disponibili al confronto ma se non cambia qualcosa, saremo costretti a mobilitarci», afferma Marco Torchioni.  Il presidente Confcommercio dice che ancora non c'è niente di deciso sulle modalità. Ma che dietro la frase generica a chiusura del comunicato sottoscritto con Confesercenti e Cna che allude alla messa in campo di «azioni di sensibililizzazione importanti» c'è la volontà di dare visibilità al malcontento diffuso. Oltre le repliche sui media. In particolare non è andata giù la risposta dell'assessore Lido Francini sulla chiusura al traffico di Piazza Verdi dalle 18,30 all'una. «Non è una novità. Sono mesi che ne parliamo in giunta», aveva detto, confermando così, secondo Cna, Confesercenti e Confcommercio, la totale mancanza di dialogo fra amministrazione e associazioni di categoria: «In quattro anni, Francini non ci ha convocati nemmeno una volta per discutere di viabilità, costringendoci di volta in volta ad apprendere le decisioni dai quotidiani».  Sullo specifico di piazza Verdi, ricordano d'aver espresso parere negativo già lo scorso anno e che, quindi, c'era tutto il tempo per arrivare ad una scelta condivisa. E' piaciuta poco o nulla anche l'accusa di anacronismo e opportunismo. «La nostra preoccupazione - aggiungono - non è dovuta al fatto che non si può più parcheggiare davanti ai negozi. Non abbiamo bisogno di lezioni su come animare il commercio. Ci preoccupa l'impatto che la chiusura determina sul resto della viabilità del centro, radicalmente peggiorata proprio nel periodo estivo nonostante la presenza del cavalcavia per il porto ed il decantato "parcheggio marrone" sul terreno di proprietà di Unicoop».  Frecciata anche su questo. Sarà drenato, asfaltato e illuminato a spese del Comune salvo poi, in futuro, tornare nella disponibiltà di Unicoop. «E soprattutto - chiudono - una volta pronto, sarà comunque molto più funzionale alla Coop, da cui dista una manciata di metri, che non ai negozi del centro».

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di Redazione web