Il Tirreno

Sale la quotazione dei terreni

Katia Ghilli
 Salgono le quotazioni dei terreni, in particolare dei vigneti
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 Salgono le quotazioni dei terreni, in particolare dei vigneti

I valori, decisivi per gli espropri, pubblicati dall'Agenzia del territorio

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 PIOMBINO. Tornano a salire le quotazioni di tutti i terreni agricoli, dopo un anno di stallo. Secondo i dati pubblicati dall'Agenzia del territorio (ex catasto), elaborati dalla commissione provinciale degli espropri di Livorno, in Val di Cornia, la coltura più redditizia è quella delle piante ornamentali: un ettaro di terreno vale circa 36.100 euro, il 4 per cento in più rispetto al 2009.  Gli agricoltori impegnati nella tenuta dei vigneti doc vedono salire la quotazione di un ettaro del loro terreno dai 34.000 (dato 2009) agli attuali 35.823 euro. Se sull'intera proprietà ci sono anche immobili, ad esempio destinati alla lavorazione dell'uva, il valore è destinato a salire ulteriormente.  Bisogna solo stare attenti a non tirare troppo la corda al rialzo o al ribasso rispetto alle quotazioni: l'Agenzia del territorio pubblica valori medi, che valgono sia in caso d'esproprio che di contrattazione privata. In quest'ultimo caso prezzi di vendita troppo alti, o eccessivamente bassi, potrebbero far scattare le attenzioni, poco gradite, da parte del fisco.  Al terzo posto della classifica delle colture agricole più redditizie troviamo i vivai: per acquistare un ettaro di terreno bisogna sborsare 32.694 euro, 1.200 euro in più rispetto ad un anno fa.  Altra coltura che rende abbastanza bene, in termini di valutazione del terreno, è quella dell'orto irriguo: in caso d'esproprio da un ettaro di questa terra si possono ricavare oltre 24.500 euro; rispetto ad un anno fa c'è stato un balzo in avanti di circa mille euro.  Rendono un po' meno quei terreni che sono occupati da alberi da frutto: un ettaro vale 18.390 euro, quotazione che è salita soltanto di 600 euro in dodici mesi. Gli uliveti si trovano ad un gradino ancora sotto: un ettaro di terreno vale 17.298 euro, ma anche qui c'è da registrare un rialzo rispetto agli oltre 16.600 euro di un anno fa. Gli appezzamenti di terreno interessati da altre colture valgono molto meno, comprese quelli destinati a specie seminative, i cui valori medi oscillano intorno ai 14mila euro ad ettaro.  Questi valori, oltre che per i comuni della Val di Cornia valgono anche per le zone di Bibbona, Castagneto e Cecina. Secondo i dati riportati dall'Agenzia del territorio, il terreno in assoluto meno redditizio è quello dedicato al castagno: un ettaro vale soltanto 4.086 euro.  Per chi ha capitali a disposizione la terra torna ad essere un buon investimento e per gli agricoltori, che ricavano sempre meno dalla vendita dei loro prodotti, il rialzo del valori dei loro terreni è comunque un indennizzo dopo tanta fatica.

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