Finanza
I due Comuni con meno di mille abitanti finiscono sotto la scure di Tremonti
Spariscono Sassetta e Monteverdi
Melisanda Massei Autunnali
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Luciano Cencioni I sindaci protestano: «Referendum per decidere a chi accorparci»
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SASSETTA. Stop ai Comuni sotto i 1000 abitanti e per Monteverdi Marittimo e Sassetta si profilano tempi duri. La norma governativa è ancora allo stato di bozza, ma se dovesse diventare legge le cose si metterebbero male per i due mini-Comuni (gli unici in Val di Cornia) che, rispettivamente con 701 e 548 abitanti, sarebbero obbligati alla soppressione e dunque alla fusione con altre realtà. Per Monteverdi il divieto di uscire dalla provincia di Pisa sembrerebbe imporre percorsi già piuttosto definiti: oltretutto, un ulteriore progetto normativo lo farebbe rientrare nell'ambito dell'Unione dei Comuni dell'Alta Val di Cecina, condizionando l'accorpamento con Montecatini, Pomarance, Castelnuovo oppure Volterra. «Se la legge lo consentirà - spiega l'attuale amministratore, Carlo Giannoni - daremo vita a un referendum per permettere ai cittadini di scegliere con quale zona preferirebbero essere accorpati». Sovranità popolare in primo piano anche per il sindaco di Sassetta, Luciano Cencioni: «Certamente - conferma - Saranno i cittadini a decidere: questa non può essere né una scelta politica, né una scelta condizionata da altri, ma solamente una scelta liberale ad opera degli abitanti. L'orientamento, in ogni caso, privilegia la nostra storica appartenenza alla Val di Cornia, oltre al progetto della rispettiva Unione dei Comuni». Scarsa, tuttavia, da entrambe le parti la convinzione per la bontà del progetto. «I decreti si accettano e non si discutono - chiarisce Carlo Giannoni - Sapevano oltretutto di essere "nel mirino" e non siamo sorpresi: tuttavia non credo che i costi della politica si alleggeriscano con questo genere di tagli. Amministrare i Comuni sotto i 1.000 abitanti è puro volontariato: un sindaco prende 401 euro al mese, un assessore 44, un consigliere, addirittura, 15 euro a seduta per un totale di quattro consigli l'anno. Chi ha deciso questa norma è lontano dalla realtà». «Lo stesso ministro Tremonti, del resto, ha detto che non si tratta di una questione economica, bensì politica - chiosa Cencioni - Poi ci spieghierà perché. Resta il fatto che non è sopprimendo i piccoli Comuni che si risolvono i problemi finanziari del Paese».
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