Il Tirreno

Cinghiali, Banfi contro la proposta Tozzi

Antonella Danesi
Scontro sull’ipotesi di procedere alla eliminazione di cinghiali e mufloni dal territorio dell’isola
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Scontro sull’ipotesi di procedere alla eliminazione di cinghiali e mufloni dal territorio dell’isola

Lite in consiglio: «Il presidente parla a titolo personale»

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 PORTOFERRAIO E' scontro tra i vertici del Parco Nazionale dell'Arcipelago e il vicepresidente Angelo Banfi sulla proposta di eradicazione degli ungulati esposta dal presidente e dal direttore dell'ente. Una proposta che secondo Banfi, Mario Tozzi e Franca Zanichelli hanno fatto a titolo personale in quanto «non è la conclusione di un dibattito democratico fatto negli ultimi consigli direttivi del Parco». Il vicepresidente afferma di aver appreso di questa volontà del Parco dalla stampa e non si riconosce nella proposta di eradicazione totale di cinghiali e mufloni senza prima non aver coinvolto il territorio con «toni più concilianti e collaborativi». Ricorda Banfi che essendo il problema economico di fronte ad emergenze sociali possono essere richiesti fondi straordinari al Ministero, per aumetare i prelievi con gabbie, teleselettori e altre soluzioni in linea con la legge o per acquistare recinzioni a difesa delle colture. «Da un dibattito costruttivo possono emergere esigenze a noi sconosciute - afferma Banfi - parlare di eradicazione è semplice è fa notizia, ma nella realtà non è così semplice, anzi, quasi impossibile, ci vogliono soldi, tempi tecnici, programmi di investimento e nel fattempo si verificano danni».  Una posizione che ha fatto scattare l'immediata replica da parte dei vertici del Parco che ricordano come Banfi fosse già collaboratore dell' ente quando nel 2002 fu approvata la delibera di eradicazione e non espresse pareri contrari all'atto. Una nota del Parco in replica al vicepresidente fa presente come altre misure, come le braccate in area protetta, siano risultate oltre che illegittime inefficaci in quanto hanno permesso la cattura di pochi animali, quindi abbandonate dal Parco che invece si è affidato alle gabbie. L'emergenza ungulati è stata affrontata più volte dall'ente «ma senza mai mettere in discussione - si legge nella nota del Parco - la delibera del consiglio direttivo che indicava nell'eradicazione dei cighiali l'unica soluzione praticabile».  Il problema è stato più volte rappresentato dai cittadini e anche il vicepresidente, sempre secondo quanto riporta la nota del Parco, conosce bene le criticità per rendere afficace il contenimento del processo riproduttivo di questi aninali. «Il viceprefetto - fanno sapere - ha chiesto di intervenire per affrontare l'emergenza e Angelo Banfi è conscio che non si può tradire la fiducia dichiarando di voler agire e poi tirandosi indietro per timore di venire punito dal mondo filovenatorio». Proprio l'eradicazione suggerita dal Parco ha invece l'obiettivo di affrontare il problema in modo efficace e chiede a tutti di fare la loro parte e di dire chiaramente se intendono seguire questa strada oppure se sono favorevoli al mantenimento di una parte di popolazione di ungulati a scopo venatorio. «Ben vengano proposte alternative - terminano - ma rispettose delle leggi e delle indicazioni scientifiche, altrimenti potrebbero essere viste solo come l'ennesimo tentativo di mettere in difficoltà il Parco nazionale».

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