A rischio la terza del liceo in carcere Unicobas: un dovere tenerla aperta
Stefano Taglione
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PORTO AZZURRO. Un secco no alla chiusura della terza classe del carcere. Il sindacato Unicobas si mobilita contro i tagli all'istruzione, dopo l'annuncio della possibile cancellazione di una delle classi di Forte San Giacomo. «Il disegno dell'amministrazione scolastica - dice Carlo Anselmi, rappresentante Unicobas all'Isis Foresi - era chiaro da mesi. Supini agli ordini di tagliare, tagliare ad ogni costo, già lo scorso giugno avevano rivolto l'attenzione verso la sezione carceraria del Liceo scientifico, l'unica in Italia per questo indirizzo di studi. L'intenzione era quella di non attivare la classe prima, cioè di fatto portare alla chiusura della scuola nel giro di pochi anni». «Di fronte a questo grave attentato al diritto allo studio - continua Anselmi - e alla negazione di un'importantissima possibilità di recupero e reinserimento per i carcerati, nei mesi scorsi ci fu una vera sollevazione a livello provinciale e regionale. L'amministrazione fece una parziale marcia indietro, dato che concesse la sezione prima, ma dispose l'accorpamento della quarta e quinta. Adesso che agosto è arrivato, approfittando delle vacanze, si tenta il colpo di mano con la soppressione della terza. La motivazione è che ci sarebbero solo otto iscritti. Ma come può l'amministrazione pretendere di applicare alle sezioni carcerarie le regole numeriche valide per le sezioni ordinarie? Sarebbe un dovere di civiltà assicurarne l'esistenza se anche ci fosse un solo alunno!».
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