La protesta
Cinghiali, sull'eliminazione si spacca il consiglio del Parco
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C'è il grido d'allarme di un agricoltore «disarmato e disperato», come si definisce, per colpa di cinghiali e mufloni. Con lui c'è un'intera economia, quella agricola e quela legata al turismo, che denuncia danni e chiede interventi.
Eppure la battaglia contro l'invasione dell'isola divide. La presa di posizione del Parco, che tornano a parlare di un piano di eradicazione di cinghiali e mufloni, provoca le prime reazioni. Non tutte a favore di un intervento radicale, anche all'interno dello stesso ente.
A fare da detonatore le dichiarazioni del consigliere del Parco Yuri Tiberto. «Sono totalmente contrario a questa draconiana ipotesi - dice - per quanto sia evidente la necessità di un maggiore impegno nella riduzione degli ungulati, soprattutto i cinghiali, visto che i mufloni sono stati decimati fin troppo.
In tutti i paesi civili la fauna selvatica si controlla e si gestisce, senza ricorrere a soluzioni semplicistiche buone solo per mascherare le carenze, le contraddizioni e soprattutto le incapacità tecniche e politiche del Ministero, che con le sue leggi dovrebbe saper pianificare e far convivere le differenti esigenze ambientali e antropiche, anche e soprattutto in un territorio protetto».
Eppure la battaglia contro l'invasione dell'isola divide. La presa di posizione del Parco, che tornano a parlare di un piano di eradicazione di cinghiali e mufloni, provoca le prime reazioni. Non tutte a favore di un intervento radicale, anche all'interno dello stesso ente.
A fare da detonatore le dichiarazioni del consigliere del Parco Yuri Tiberto. «Sono totalmente contrario a questa draconiana ipotesi - dice - per quanto sia evidente la necessità di un maggiore impegno nella riduzione degli ungulati, soprattutto i cinghiali, visto che i mufloni sono stati decimati fin troppo.
In tutti i paesi civili la fauna selvatica si controlla e si gestisce, senza ricorrere a soluzioni semplicistiche buone solo per mascherare le carenze, le contraddizioni e soprattutto le incapacità tecniche e politiche del Ministero, che con le sue leggi dovrebbe saper pianificare e far convivere le differenti esigenze ambientali e antropiche, anche e soprattutto in un territorio protetto».
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