Il Tirreno

Ecco la Docg per i vini locali

Gianni Gorini
Una fase della vendemmia
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Una fase della vendemmia

Pioli: «Riconoscimento decisivo per aziende e territorio»

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SUVERETO. La Val di Cornia avrà la sua Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Va a conclusione il percorso di riconoscimento - iniziato due anni fa - per i vini Doc "Suvereto" e "Val di Cornia rosso". Il 12 settembre nella sala del Ghibellino è convocata dal Ministero delle politiche agricole, la "Pubblica audizione". La Pubblica audizione sarà preceduta l'8 settembre, sempre a Suvereto, dall'esame organolettico della commissione competente sui campioni scelti. Alla Pubblica audizione sono invitati tutti i produttori del territorio e le istituzioni. In quella sede si procederà alla lettura dei disciplinari e dei documenti più importanti chiedendo anche eventuali pareri ai presenti. Successivamente la Commissione ministeriale si riunirà per emettere la decisione finale prevista verso metà di settembre.  «L'ottenimento della doppia Docg - sottolinea Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto e presidente nazionale dell'associazione "Città del vino" - è un fattore di straordinaria importanza per il nostro settore vitivinicolo e per il territorio in generale. Signica passare dalla grande famiglia delle Doc (Denominazione di origine controllata) attualmente sono circa 450 in Italia, a quella più ristretta ma anche ben più prestigiosa delle Docg, circa 60. E' un riconoscimento che colloca in nostri vini che seguiranno il disciplinare Docg, nella fascia alta a livello nazionale e internazionale favorendo a loro commercializzazione e attirando maggiore interesse di compratori».  «L'arrivo della Docg - continua Pioli - avrà anche un altro effetto. Sarà un maggior valore per le nostre aziende con una rivalutazione dei terreni vitati. Il che in tempi di difficoltà di accesso al credito è un fatto di non trascurabile importanza. Senza contare il valore aggiunto che le Docg porteranno a tutto il territorio della Val di Cornia in termini di promozione complessiva e di capacità di attrazione di un turismo attento ed esigente che, pur in una fase difficile, è in crescita costante».  «Il merito di tutto questo - sottolinea e conclude Pioli - va certamente ai nostri produttori che hanno saputo mettere in campo una qualità della produzione che ha ormai toccato livelli di eccellenza e al Consorzio di tutela vini Doc Val di Cornia. Perché vi hanno creduto e si sono battuti lungo un percorso non facile e scontato fatto di molte discussioni e di qualche momento di divisione recuperato con la ragionevolezza e il contributo di tutti. Serve un ultimo sforzo di unità, un valore che dobbiamo sviluppare di più perché siamo ancora piccoli e se non stiamo insieme rischiamo grosso nella dura competizione ormai globale».  Dopo una fase iniziale in cui sembrava spianato il cammino per una "Docg Suvereto" che aveva creato qualche divisione, si scelse di procedere con una doppia domanda "Docg Suvereto" e "Val di Cornia Rosso". Sembra essere stata una scelta giusta. Se tutto procederà come previsto, entro settembre quindi il territorio celebrerà un grande risultato: entrare a far parte dell'aristocrazia dei territori vinicoli.

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