Sicurezza
Venditori abusivi, scatta la repressione ma non tutti concordano
Gianni Parrini
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Un ambulante straniero vende costumi in spiaggia 3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Sole, mare e merci contraffatte. In estate le spiagge della Val di Cornia sembrano trasformarsi in una boutique dell'alta moda taroccata, a cui anche i bagnanti più griffati non riescono a resistere. Tra borse Luis Vuitton, scarpe Prada e orologi Omega, la cui riproduzione talvolta è grossolana tal altra di pregio, c'è l'imbarazzo della scelta. Lo stesso vale per le forze dell'ordine, che devono dividersi (quanto più è possibile) in questa lotta senza fine al fenomeno del commercio abusivo. Dall'inizio della stagione a oggi sono già numerose le azioni di contrasto a questo fenomeno: due sono state messe a segno dalla squadra nautica della polizia di stato, cinque quelle firmate dai carabinieri e una dalla guardia costiera. Il risultato sono una decina di persone denunciate e circa 600 pezzi sequestrati. Insomma, un vero e proprio "bazar" giace nei depositi giudiziari in attesa che le autorità ne dispongano la distruzione. A dichiarare guerra agli abusivi e agli irregolari è in primis l'amministrazione di San Vincenzo. Lo scorso anno le casse del Comune goderono di un extragettito di 55mila euro, frutto delle multe inferte dalla polizia municipale sugli arenili e nelle strade ad ambulanti che non erano in possesso delle licenze necessarie. «Il fenomeno è in leggero aumento rispetto agli anni passati - spiegano i carabinieri - e i commercianti sono esasperati». L'operazione più importante è avvenuta sabato scorso nel territorio sanvincenzino, dove sabato i militari della locale stazione hanno fermato due cittadini senegalesi di 27 e 37 anni che stavano cercando di piazzare borse, occhiali e cinture contraffatte per un totale di 150 pezzi. L'abusivismo dunque non si arresta, ma per molti non rappresenta un allarme sociale da considerare come prioritario. Saranno le difficoltà imposte dalla crisi economica che rende tutti più comprensivi, oppure la capacità dell'italiano medio di metabolizzare i mali fino a non considerarli più come tali, ma a quanto pare sulle spiagge non si grida più all'invasione dei "vucumprà". «Gli ambulanti ci sono e forse sono anche più numerosi dello scorso anno, ma per il momento non hanno dato particolari problemi - spiega Fabrizio Lotti, del bagno la Capannina, sulla Costa est - Proteste da parte dei bagnanti? Qualche volta è capitato. Sanno che nel mio bagno possono passare, ma non devono essere molesti e non possono fermarsi a riposare sotto gli ombrelloni. E questo può essere un problema, perché dal primo di agosto è iniziato il ramadan e non potendo bere sono più stanchi del solito». D'altra parte, gli abusivi più che gli ombrelloni prediligono le spiagge libere e le pinete, ma anche qui non si levano alti i cori di protesta. «Ce ne sono molti, più o meno uno ogni cinque minuti - dice un bagnante che si gode il sole sulla spiaggia a San Vincenzo, vicino al fosso delle prigioni - Ma non danno fastidio e anzi mi sembra che le forze dell'ordine siano troppo impegnate su questo fronte e poco su temi di maggior rilievo». In effetti polizia, vigili e carabinieri non sono intenzionati ad abbassare la guardia e annunciano per i prossimi giorni azioni coordinate su tutta la costa.
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