Il Tirreno

Guerrieri: «Rinnovo possibile»

Lucchini, a settembre scade la concessione del pontile: servono 2 milioni di euro

2 MINUTI DI LETTURA





  PIOMBINO. La concessione del pontile Lucchini sta per scadere e la mancanza di un assetto societario definito impedisce al momento una prospettiva chiara e soprattutto a lungo termine. La situazione si scontra contro l'aspettativa dell'Autorità portuale, che vorrebbe al più presto trovarsi a trattare davanti a un piano industriale sicuro e dettagliato.  La scadenza della concessione è fissata per il 26 settembre, dopo una durata di 60 anni. «Abbiamo ricevuto una lettera da parte dell'azienda nella quale ci viene chiesta una proroga sino a fine anno, quando dovrà essere stabilita necessariamente una nuova assegnazione - spiega Luciano Guerrieri, presidente dell'Autorità portuale piombinese - Per noi non ci sono problemi ad accettare un prolungamento di tre mesi. Certo che manca un indirizzo preciso; siamo pronti a discutere, ma abbiamo l'esigenza di avere di fronte un piano di impresa industriale che per ora non sembrano in grado di fornire».  Oltre alla crisi che sta attraversando la fabbrica, a rendere ancora più complicato il rinnovo è l'adeguamento economico stabilito per il canone di utilizzo. Se l'affitto era finora di 200.000 euro l'anno, l'adattamento della quota, fissato in base ai criteri già applicati per casi simili in altri stabilimenti, si aggira adesso sui 2 milioni di euro. «Presumibilmente l'azienda non chiederà tutte le aree e anche noi vorremmo lasciarne alcune libere - afferma Guerrieri - Pertanto, ci sono le possibilità per arrivare a un'intesa che però, dal punto di vista economico, sarà superiore al canone dei 200mila euro sinora adottato». F.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web