Il dolore
Terminati i lavori e ottenute tutte le autorizzazioni previste
Il Buraccio diventa operativo
Antonella Danesi
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Limpianto per la lavorazione dei rifiuti al Buraccio Produrrà combustibile dai rifiuti che sarà utilizzato a Scarlino
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PORTOFERRAIO Disco verde all'impianto del Buraccio. Terminati i lavori entreranno in funzione le linee di produzione di cdr (combustibile da rifiuti) e compost. Il cdr sarà smaltito a Scarlino con costi a carico di Esa. Il resto finirà in discarica. É passato un mese dall'ingresso del nuovo consiglio di amministrazione di Esa. Un primo risultato positivo anche se il presidente Ilio Pisani insieme a Renzo Galli e Bernardo Chiappo sanno di avere di fronte un lavoro importante in vista del gestore unico che dovrà subentrare nell'Ato Costa. Intanto sono state assegnate le deleghe. Il presidente Pisani si occupa del coordinamento della società e della parte industriale. Stesso settore è affidato a Chiappo, ma specificatamente ai servizi. Ed infine amministrazione finanziaria, controllo e contenzioso con i comuni, a Galli. «Abbiamo fatto una serie di incontri con i sindaci - dice Galli - e siamo stati riconosciuti come terzi e indipendenti. E' solo così che saremo in grado di fare una società in grado di presentarsi all'appuntamento con il gestore unico di ambito, un obiettivo non immediato ma che, con tutti i passaggi avrà bisogno di qualche anno, secondo me prima di concretizzarsi». Intanto da risolvere tutta una serie di problemi per non presentarsi all'appuntamento in una condizione di debolezza. A cominciare dal problema dei contenziosi che vanno aggrediti secondo Galli con "fare costruttivo". «Un tavolo operativo non è ancora stato aperto - spiega - ma non mettiamo preclusioni a nessuno, neanche alle roialties chieste da Porto Azzurro che, naturalmente vanno viste e quantificate. Per quanto mi riguarda la considero una richiesta giustificata da parte di un comune sede di impianto». Intanto dopo anni di lavori, l'impianto è entrato in funzione, avendo ottenuto tutte le autorizzazioni previste. «E' un impianto di selezione dei rifiuti e di lavorazione della parte organica - continua Galli - ovviamente si ricaverà anche una parte di combustibile da rifiuti, il cosiddetto cdr, per cui stiamo prendendo accordi con l'impianto di Scarlino per bruciarli. Devo però specificare che non ce lo pagano, ma siamo noi a dover pagare lo smaltimento». L'ultima parte dei rifiuti quella inerte, continuerà ad andare in discarica anche se il cda di Esa sta facendo di tutto per limitare la quantità che va sul continente «perché - ricorda Galli - portarli dall'altra parte ha costi esorbitanti che devono pagare i comuni ma che poi ricadono sull'utenza» che sul settore rifiuti ha grandi aspettative. E Pisani Galli e Chiappo intendono deluderle, se non altro in termini di efficienza aziendale. E poi ci sono da ridurre i costi del percolato a Literno che incide sul bilancio. «Risparmiare quei costi sarebbe giusto - spiega Galli - quindi stiamo valutando varie soluzioni che ci permetterebbero, il condizionale è d'obbligo, un risparmio del 90% su questa voce di spesa».
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