Il Tirreno

"Acciaio", primo ciak al porto

Francesca Lenzi
Il regista Stefano Mordini e a fianco la troupe alla Tolla, sotto gli operatori scaricano le attrezzature dal pulmino
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Il regista Stefano Mordini e a fianco la troupe alla Tolla, sotto gli operatori scaricano le attrezzature dal pulmino

Al via le riprese del film di Mordini, Tolla e Salivoli tra le location

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PIOMBINO. Ieri è stato il giorno zero di "Acciaio". Se le riprese vere e proprie del film tratto dal romanzo di Silvia Avallone inizieranno il 9 settembre, un primo assaggio di set cinematografico c'è già stato. Il regista Stefano Mordini, con parte dello staff e della produzione della Palomar, ha girato ieri a Piombino alcune scene, nello specifico punti di vista ambientali, che richiedevano atmosfera e condizioni meteorologiche di tipo estivo, inadatte al clima di inizio autunno. Primo ciak nel corso della mattina, nella location del porto. La sequenza d'esordio prende vita dal pontile: la macchina da presa riproduce lo sguardo di una delle due giovani protagoniste rivolto alla fabbrica.  Il set si sposta poi sulla Tolla. Dalla parte più alta della zona Mordini realizza alcuni campi lunghi del paesaggio portuale, per trasferirsi in un secondo tempo all'altezza del rudere più in basso. Da qui l'occhio del teleobiettivo cattura la sequenza che vede coinvolte quattro comparse nel ruolo della famiglia in partenza per l'Elba. Madre, padre e i due figli sono in macchina fermi nel corridoio che porta alle banchine di imbarco. A un certo punto scendono dall'auto: la donna sistema i bagagli, i figli chiacchierano, l'altro genitore si preoccupa che tutto sia in ordine; quindi risalgono e si avviano verso il molo. Quando la vettura scompare dietro la curva il regista chiama lo stop.  Una sequenza breve, di un minuto al massimo, ripetuta più volte come è d'abitudine durante le registrazioni di una pellicola. Intorno, altre auto pronte davvero alla partenza per la villeggiatura e vacanzieri a piedi lungo la strada che arriva ai traghetti.  Quattro di loro, una tipica famiglia simile a quella simulata per "Acciaio", vengono bloccati in tempo dalla produzione appena prima che invadano il quadro scenico: «Scusate, stiamo girando un film, potete aspettare un attimo a passare?», chiede una ragazza dello staff. «Certo. Ma quello alla guida è Massimo Ghini?», risponde incuriosita la signora. No, non lo è, ma l'interesse non cala, soprattutto quando si viene a sapere che le riprese sono di "Acciaio", caso letterario dell'anno passato e motivo di dibattito in città.  Nel pomeriggio è Salivoli a indossare i panni della location cinematografica. Intorno alle 15 regista e troupe si trovano nell'area sotto l'istituto di ragioneria per riprendere in lontananza la spiaggia.  Più tardi si trasferiscono direttamente sull'arenile, e da sopra il tetto del ristorante "Bliss" girano alcune panoramiche. Da sotto la gente osserva incuriosita, senza soffermarsi tuttavia troppo su uno scenario ormai consueto per i piombinesi, abituati a vedere la propria città nel suggestivo ruolo di set cinematografico.

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