Il Tirreno

Lucchini, priorità alle manutenzioni

L’altoforno Lucchini
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L’altoforno Lucchini

Pochi soldi per lo stop dalla Francia, ma i lavori proseguono

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 PIOMBINO. Nonostante la crisi e il rinvio del prestito ponte, in seguito allo stop imposto dal Governo francese alla cessione delle centrali elettriche di Ascometal, il piano di manutenzioni nello stabilimento Lucchini va avanti. Questo l'elemento più importante emerso ieri mattina nell'incontro urgente richiesto dai sindacati all'azienda dopo le non belle novità arrivate in questi giorni dalla Francia.  L'accordo raggiunto nelle settimane scorse con le banche, per la rimodulazione dei debiti Lucchini (770 milioni) e per la concessione del prestito ponte di 135 milioni, è legato alla cessione di Ascometal (la costola francese del Gruppo Lucchini) al fondo statunitense Apollo; le quattro centrali idroelettriche di Ascometal dovevano invece essere cedute a una società svizzera. Ed è sulla la vendita separata delle centrali che - come è stato confermato anche ieri nell'incontro fra il management Lucchini e i rappresentanti aziendali di Fim, Fiom e Uilm - il Governo francese non ha dato il suo assenso, dichiarando Ascometal e centrali un corpo unico, e bloccando di fatto l'accordo con le banche.  «L'azienda - dice una nota dei sindacati - ha dichiarato che esiste una clausola nel contratto della vendita di Ascometal al fondo Apollo che prevedeva tale possibilità; quindi le centrali rimangono corpo unico nel pacchetto di vendita. Ci sarà da stabilire con il compratore la loro valorizzazione». Intanto il piano di "salvataggio" del Gruppo Lucchini non è stato presentato al Tribunale per l'omologazione e subirà uno slittamento. Di seguito, non è stata erogata la prima porzione del prestito ponte.  Nonostante il mancato arrivo dei soldi, come spiegano anche dall'azienda, andranno avanti le manutenzioni già avviate da alcuni giorni e che interessano soprattutto l'altoforno, attualmente in fermata. Lucchini garantirà in via prioritaria un adeguato afflusso di liquidità verso le aziende che stanno eseguendo le manutenzioni e che si espongono anche per l'acquisto dei materiali necessari. Gli altri creditori, insomma, dovranno aspettare tempi migliori.  «Per il sindacato - afferma la nota delle Rsu - rimangono le preoccupazioni già espresse sulla fragilità dell'accordo, crediamo sia necessario velocizzare i tempi per chiudere la vendita di Ascometal con le centrali al fondo e per chiudere l'accordo con le banche. Nello stesso tempo - prosegue la nota - pensiamo si debba aprire un tavolo con tutti i soggetti istituzionali, industriali, forze sociali e politiche, per provare a pianificare il presente e progettare il futuro. L'accordo Lucchini-banche deve andare avanti, anche se sconta l'assenza irresponsabile di Mordashov, colui che dovrebbe essere l'azionista di riferimento». (n.s.)

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