Gioco
Una quarantenne di Portoferraio dipendente dell’Asl
Infermiera dona il midollo osseo e salva la vita a un diciannovenne
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PORTOFERRAIO. Ha donato il midollo osseo e ha salvato la vita a un diciannovenne danese. Un atto di generosità quello di un'infermiera elbana che da ieri ha lasciato il reparto di ematologia dell'Ospedale Santa Chiara. «Ho fatto due giorni di degenza - dichiara la dipendente dell'azienda Usl 6 di Livorno - avevo paura di sentire dolore dopo l'intervento ed invece sono stata subito bene, è stata una bella esperienza». Quarant'anni, residente all'Elba, è iscritta alla Banca Internazionale della donazione per il Midollo osseo dal 2004. Oggi in Italia sono circa 1000 i donatori all'anno, ma trovare la corrispondenza genetica del midollo osseo e selezionare un donatore compatile non consanguineo è veramente molto difficile e succede molto di rado:statisticamente il rapporto solo un caso su 100.000 mila. Il trapianto è spesso l'unica speranza per guarire da queste malattie. E la possibilità di effettuarlo e legato alla disponibilità di un gran numero di persone ad disposte a diventare donatori con un minimo sacrifico personale. «Più donatori ci sono e più aumentano le probabilità del paziente di avere una possibilità in più per salvare una vita. - dichiara Riccardo Lupi, responsabile del laboratorio di Tipizzazione Tissutale Hla dell'Asl 6 di Livorno - Il nostro servizio è uno dei pochi in tutta la Regione Toscana ad avere il certificato di accreditamento Europeo che viene rinnovato ogni anno»
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