Finanza
Il Comitato per Campiglia mette sotto la lente tutto il sistema della viabilità della zona della Principessa
«Strade pericolose, ma Comune immobile»
◗
Via della Principessa Primi: per Park Albatros e Olimpia dovevano essere pretesi adeguamenti
2 MINUTI DI LETTURA
SAN VINCENZO. La pericolosità di via della Principessa, con contestazioni per gli interventi fatti per la pista ciclabile, ma non solo. Anche altre strade della zona che insiste sul litorale sud sanvincenzino finiscono sotto la lente d'ingrandimento ad opera del Comitato per Campiglia attraverso una lunga lettera che il suo presidente, Alberto Primi, ha inviato al sindaco Michele Biagi. Le critiche del Comitato per Campiglia si appuntano principalmente su due strade simili: quella che porta al Park Albatros e quella per le Case di Olimpia. Due strade, secondo Primi, molto pericolose e per le quali il Comune avrebbe dovuto chiedere adeguamenti, cosa che non è stata fatta. La strada del Park Albatros, secondo Primi, «ha una sezione asfaltata di 4,80 metri circa, senza segnaletica orizzontale». Una strada molto trafficata, ricorda Primi, non fosse altro per le circa settemila presenze giornaliere del Park Albatros. «Vi transitano - si legge nella nota del Comitato - auto, camioncini dei fornitori, biciclette, pedoni, carrozzine di bambini, creando situazioni pericolose». «Chiediamo - prosegue Primi - perché il Comune non abbia imposto al Park Albatros al momento del rilascio di permessi per le numerosissime opere eseguite (piscine, ampliamento del numero di casette, parcheggi etc.) la realizzazione di un percorso protetto per pedoni e ciclisti. Non si trattava di trasformare una vecchia strada - dicono al Comitato - raddoppiandola e dotandola di pista ciclabile e marciapiedi, ma certo poteva essere richiesto di realizzare una percorso sopraelevato rispetto alle zone umide circostanti, per pedoni e biciclette». Ragionamento simile per la strada che collega le Case di Olimpia con il mare che, secondo Primi, «presenta le stesse caratteristiche della precedente, con la differenza che non avendo ripide scarpate sui lati si arricchisce di parcheggi indebiti durante il periodo balneare». E uguale è la domanda che il Comitato rivolge al sindaco Biagi: «come mai il Comune non pretese, al momento di rilasciare i permessi per il recupero del complesso ex rurale, il miglioramento del sistema viario imponendo almeno la realizzazione di un percorso pedonale all'interno delle fasce laterali». E poi la Principessa. «In questo caso - secondo il Comitato per Campiglia - il problema è stato quello di volere ricavare troppo dalla viabilità preesistente facendo investimenti troppo limitati. Senza entrare nel merito della regolarità dimensionale, appare evidente che la strada, nel periodo balneare, è diventata un unico parcheggio. E non esistono rotatorie od altro che permetta l'inversione di marcia dei tanti che cercano parcheggio, percui pericolose inversioni ad U sono ormai prassi comune».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
