Il dolore
ITALIA DEI VALORI
«Lucchini di nuovo a rischio per giochi dell'alta finanza»
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «È trascorso appena un mese da quella che sembrava la definitiva via di rilancio per la Lucchini ed oggi assistiamo a un ennesimo pericolosissimo stallo: le buone intenzioni e gli ottimi progetti rischiano di essere vanificati da pure operazioni di alta finanza». A sostenerlo è Roberto Rizzo, responsabile del dipartimento lavoro-welfare dell'Idv regionale. «Il percorso di salvataggio e le azioni tese ad evitare l'amministrazione controllata e rilanciare la siderurgia a Piombino - prosegue Rizzo - sono stati il frutto di un'azione congiunta delle istituzioni, dai Comuni alla Regione, delle associazioni di categoria e dei sindacati. Ora, a un passo dal traguardo, l'azienda è chiamata senza tentennamenti a rispondere della responsabilità sociale di cui è investita e individuare altre soluzioni per evitare di fare passi indietro e riproporre scenari peggiori». «Dopo l'accordo con le banche del 6 luglio scorso - spiega Rizzo - per garantire una prospettiva di stabilità economica tesa a evitare l'amministrazione controllata, dopo la cessione di Ascometal, una controllata del Gruppo Lucchini, al Fondo Apollo per aggiungere ulteriore liquidità al piano stipulato a Roma e congelare il debito societario, dopo che la Regione aveva approvato il "Progetto Piombino", quasi dieci milioni di euro che prevedono il consolidamento della siderurgia, lo sviluppo di nuove imprese, il completamento di infrastrutture e servizi e la bonifica e il ripristino delle aree pubbliche, ieri il governo francese ha bloccato la vendita delle quattro centrali idroelettriche di Ascometal a una società svizzera, stoppando di fatto l'intera cessione della controllata francese al fondo Apollo e mettendo così in discussione anche l'accordo fatto i primi di luglio per le acciaierie». «I passi avanti che erano stati fatti in quest'ultimo mese per il consolidamento e il rilancio del secondo polo dell'acciaio in Italia - conclude Rizzo - e il grande impegno che ha visti coinvolti enti locali e parti sociali, rischiano così di essere vanificati dai meri interessi di parte. Per questo chiediamo un gesto di responsabilità e coerenza da parte degli istituti di credito e, soprattutto, dalla proprietà della Lucchini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google