Sicurezza
Tartaruga resta impigliata nelle reti e muore
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Il grosso animale portato a riva dalla Capitaneria Era un esemplare di dermochelys coriacea, da anni non se ne vedeva uno all'Elba
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PORTOFERRAIO. E' rimasta impigliata nelle reti a tramaglio di un pescatore. Un epidosio accidentale che è costato la vita a esemplare di Dermochelys coriacea, la così detta tartaruga "liuto", decisamente rara nelle acque dell'Arcipelago dove da anni non se ne avvistava una. L'animale ha tentato di liberarsi dalla rete consumando l'ossigeno a disposizione e finendo per morire per asfissiva, almeno secondo le prime ipotesi di chi ha soccorso la tartaruga. Quando il pescatore che l'ha trovata nella rete, nelle acque antistanti la rada di Portoferraio, ha contattato la Capitaneria l'animale - circa 140 chili di peso per un metro e mezzo di lunghezza - era ormai in fin di vita. I tentativi di salvarla, una volta trasportata a riva nei pressi delle banchine delle forze dell'ordine alla Linguella, sono stati inutili. Sul posto, oltre alla Capitaneria, sono intervenuti anche gli uomini del Corpo forestale dello Stato e il titolare dell'Acquario dell'Elba (nonché consigliere del Parco) Yuri Tiberto. Insieme all'Icram, all'Arpat e al Corpo forestale sarà valutata l'ipotesi di conservare l'esemplare - dopo i controlli di rito - per esporlo nel museo dell'isola di Montecristo. Un suggerimento arrivato dallo stesso Tiberto che spesso collabora con la forestale per aiutare animali in difficoltà. Tra questi anche le tartarughe. Due grossi esemplari di Caretta Caretta, soccorsi dalla forestale e affidati a Tiberto per le cure, saranno ad esempio liberati nei prossimi giorni.
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