Il dolore
Settanta i capi dabbigliamento e gli accessori di marca rubati per un valore di diverse migliaia di euro
Presa la banda dei "ragazzi bene"
Valentina Landucci
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I carabinieri del nucleo operativo con i capi di abbigliamento e gli accessori recuperati Denunciati quattro giovani turisti per 14 furti in negozi grandi firme
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PORTOFERRAIO. Polo Ralph Loren, scarpe Hogan, cinture Dolce e Gabbana e così via. Settanta pezzi tra capi di abbigliamento e accessori tutti di marca sottratti con l'inganno da 14 negozi dell'isola a Portoferraio, Capoliveri, Porto Azzurro e Campo nell'Elba. Avrebbero potuto comprarli ma preferivano rubarli tanto da mettere a punto un piano per farla sotto il naso ai commessi. Nei guai sono finiti tre ragazzi e una ragazza liguri, di buona famiglia che avevano deciso di tarscorrere qualche giorno di vacanza all'Elba. Tutti giovanissimi, tra i 16 e i 18 anni. E tutti naturalmente insopettabili. Eppure nei loro confronti ora c'è una denuncia a piede libero per furto pluriaggravato e continuato. Il piano che avevano studiato per colpire senza essere scoperti era semplice e efficace. Generalmente entravano nei negozi, selezionati tra quelli che trattano solo o prevalentemente capi firmati e costosi ma in alcuni casi anche in rivendite di souvenir, non in gruppo ma separatamente. La ragazza catturava l'attenzione del commesso e della commessa di turno, il fidanziatino faceva il palo pronto ad intercettare eventuali altri dipendenti dell'attività per distrarli e gli altri due, indisturbati, nascondevano in una valigetta trolley scarpe, giacche, felpe, t-shirt, camice, pantaloni, costumi, portafogli, marsupi cravatte e in qualche caso anche statuette di personaggi illustri o piccoli oggetti ricordo. Un bottino da diverse migliaia di euro trovato dai carabinieri del nucleo operativo dell'Elba nel covo della banda dei "ragazzi bene": l'appartamento di proprietà della famiglia di uno di loro nel comune di Capoliveri dove alloggiavano. Rintracciarli, per gli uomini dell'Arma, non è stato facile. Un po' perché dei titolari dei quattrodici negozi visitati dalla banda solo pochi si erano accorti di aver subito un furto e lo avevano denunciato. Un po' perché nessuna delle attività prese di mira proteggeva i propri preziosi capi d'abbigliamento con sistemi antitaccheggio o di videosorveglianza. A mettere i carabinieri sulla buona strada ci ha pensato, però, una commessa di uno dei negozi colpiti dai giovani turisti a Portoferraio che, accortasi del furto, ha chiamato il 112 ed è riuscita a fornire una descrizione dettagliata di uno di loro. Immediatamente sono scattate le ricerche dei ragazzi, comunque complicate visto il gran numero di giovani vacanzieri all'Elba in questi giorni. E a 48 ore dall'ultimo furto la banda è stata individuata e i quattro, all'inizio reticenti, alla fine hanno vuotato il sacco. I settanta pezzi rubati sono già stati riconsegnati ai legittimi proprietari (che in alcuni casi solo dopo la telefonata dei carabinieri si sono accorti di aver subito un furto). I quattro giovani, invece, sono ora in attesa del processo che forse, nel violare la legge per "vivacizzare" le proprie vacanze, non avevano messo in conto di dover affrontare. Come del resto non li ha mai sfiorati l'idea che il gioco pericoloso al quale si sono dedicati per giorni possa avere conseguenze gravi. «Corse come questa verso il rischio - commenta il capitano Emiliano Zatelli a capo dei carabinieri dell'isola - vanno prima o poi a finire contro il muro della legge e il ricordo che resta di quell'esperienza non è quello dolce dell'esaltazione in cui riesce l'impresa, ma quello amarissimo di un processo e magari di una condanna che possono rovinare le aspirazioni di una vita».
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