Sicurezza
Stop alla gara per le licenze taxi
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Il Comune revoca le delibere per lassegnazione di quattro nuove licenze per taxi La revoca poche ore prima dell'udienza al Tar
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CAMPO NELL'ELBA. Stop alle nuove licenze taxi. A poche ore dal pronunciamento del Tar sulla gara per i trasporti privati, il Comune di Campo ritira le delibere relative al bando. Una decisione arrivata martedì scorso, a poche ore dall'udienza convocata per mercoledì. Il dietrofront dell'amministrazione guidata da Vanno Segnini è stato ben accolto dall'Anitrav, l'Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori, che insieme alle ditte campesi aveva impugnato l'atto. «Abbiamo ottenuto un buon risultato - dice il presidente Mauro Ferri - dato che questo bando conteneva degli aspetti discriminanti che minavano la libera concorrenza. In un settore che si sta aprendo all'Europa, non è possibile privilegiare le realtà locali. Inoltre - spiega Ferri - non si può possono dare nuove licenze senza motivo. Se andiamo a vedere nei particolari, scopriamo che il Comune di Campo nell'Elba non ha convocato nessuna commissione consultiva per assegnare queste nuove licenze. Sarebbe una tappa obbligatoria e, così facendo, nessun soggetto idoneo ha stabilito se vi fosse il reale bisogno di ampliare il mercato». Nonostante l'obiettivo raggiunto, c'è un po' di rammarico. «Una volta che si arriva nelle aule di tribunale - continua Ferri - comunque vada è una sconfitta. Ha perso l'associazionismo, ha perso la razionalità. Abbiamo cercato in tutti i modi una soluzione alternativa, condivisa e meno dispendiosa, inviando varie lettere al Comune dove evidenziavamo i punti critici del bando ma, nonostante la nostra offerta di collaborazione, non siamo stati nemmeno considerati». Revocato il bando, resta invece aperto il contenzioso sulle modifiche fatte al regolamento in materia. Prima di bandire la gara, infatti, l'amministrazione aveva apportato delle variazioni al precedente testo di riferimento, che sono state contestate a gran voce dall'Anitrav e dai concessionari attuali. Secondo gli avvocati difensori, obbligare i concorrenti ad avere un deposito auto all'interno del territorio municipale, «dove il veicolo deve rimanere a disposizione», si legge nelle delibere, ostacola la libera circolazione delle persone e delle cose fra le Regioni. Idem per alcuni criteri di preferenza, fra cui quello che premia «i residenti nel territorio municipale da almeno cinque anni». «Il giudizio nel merito sul regolamento - continua Ferri - è solo all'inizio. La sentenza probabilmente arriverà fra alcuni mesi, ma noi siamo assolutamente ottimisti perché il bando contiene dei punti poco chiari che il Comune dovrà rivedere perché secondo noi non favoriscono la libera concorrenza».
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