Italia
Dati choc a livello provinciale dallagenzia che si occupa della riscossione dei tributi
Equitalia: 347mila cartelle in un anno
Gianni Parrini
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Lingresso dellufficio Equitalia di Piombino Recuperati da gennaio 27 milioni di mancati pagamenti di tasse e bollette
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PIOMBINO: Contribuenti ritardatari e inadempienti? In provincia di Livorno lo sono tutti o quasi. Perlomeno questo è quello che appare dai dati forniti dall'ufficio relazioni esterne di Equitalia Centro, l'agenzia incaricata di riscuotere i tributi per conto di Stato, enti locali (Comuni e Regioni) e previdenziali. Al 30 giugno 2011, infatti, le cartelle esattoriali notificate nell'arco di un anno, sono indicativamente 346.900. In media, più di una cartella a testa, considerando che in questa parte di territorio vivono 342.955 persone (da Comuni-Italiani.it). In realtà, però, vi sono cittadini che collezionano più di una notifica e poi società e aziende che ovviamente non vengono considerate nel calcolo dei residenti. Comunque sia, la cifra è imponente e fotografa la realtà di un paese in cui sono sempre di più i cittadini che faticano a rispettare le scadenze di pagamento: dal canone sulla televisione al bollo auto, dalla tassa sui rifiuti alle contravvenzioni al codice stradale. In molti casi - è bene sottolinearlo - non si tratta di evasori, ma di semplici ritardatari, che poi si trovano a fare i conti con Equitalia. Dal momento della prima notifica ci sono 60 giorni di tempo per pagare poi scattano le maniere forti, le tristemente note "ganasce fiscali": fermo amministrativo dell'auto, pignoramento dei beni, ipoteca sulla casa (in questo caso basta un debito superiore agli 8mila euro). Senza contare poi gli interessi maturati sul debito e le sanzioni, che fanno lievitare il saldo di oltre il 30% rispetto alla cifra iniziale. Nel 2010 la riscossione coattiva in provincia di Livorno ha portato al recupero di 58.131.047 euro (11 milioni più dell'anno precedente) mentre nei primi sei mesi del 2011 ci si è fermati a circa 27 milioni. Per onorare il debito, sono sempre di più i contribuenti che chiedono a Equitalia un piano di rateizzazione (per un massimo di 72 tranche): dal marzo 2008 al 30 giugno 2011 sono state 15.007 le istanze accettate dall'agenzia di riscossione (il pagamento dilazionato non viene concesso a tutti), per un debito totale di 116,423 milioni di euro. C'è poi il fenomeno delle cosiddette "cartelle pazze": in pratica, ogni tanto i cittadini, si vedono recapitare una notifica di pagamento per un errore di controllo o per tributi che hanno già versato, ma che magari l'ente creditore non ha fatto in tempo a registrare. Per questo motivo, da circa un anno Equitalia ha introdotto la possibilità di presentare una "istanza in autotutela": i cittadini che ritengono di aver ricevuto una cartella inesatta o non dovuta, possono riempire un modulo e interloquire direttamente con l'agenzia, che a quel punto sospende l'attività di riscossione e si rivolge all'ente creditore per far chiarezza sulla posizione del contribuente. Il nuovo strumento, però, finora è stato poco utilizzato: in provincia di Livorno sono 451 le domande presentate, lo 0,13% del totale delle cartelle notificate. Resta da capire il perché. «L'autotutela? È poco utilizzata perché quasi nessuno la conosce - spiega Andrea Napoleoni, consulente legale del Movimento consumatori di Piombino - Chiaro che l'agenzia non ha interesse a pubblicizzare questo strumento. In realtà, sono molti i contribuenti che potrebbero servirsene. A Piombino, ad esempio, una quarantina di persone sono venute da noi perché si ritengono vittime di un errore, mentre a Portoferraio sono state addirittura un centinaio». Se nella città principale dell'Elba le odiate cartelle sono state notificate quasi sempre per il mancato pagamento della tassa comunale sulla bonifica dei fossi, a Piombino a far tribolare i cittadini sono le multe: «Il caso più eclatante - racconta Napoleoni - riguarda una cartella da 40mila notificata per una serie di contravvenzioni non pagate e prese a partire dal 1983. Il problema è che il nostro cliente aveva venduto la macchina e molte delle infrazioni contestate non potevano essergli addebitate. Abbiamo presentato reclamo e alla fine ha dovuto pagare una cifra molto inferiore». Il consulente dell'associazione, che ha sede in via Roma, ci spiega che la cartella esattoriale media in questa zona oscilla tra i 3 e i 4mila euro.
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