Il Tirreno

Inagibile un’ala del vecchio palazzo di via Roma, chiuso un negozio al piano terra

Crolla il tetto, tragedia sfiorata

Crolla il tetto, tragedia sfiorata

Famiglia si salva perché il papà, architetto, nota una crepa

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 CAPOLIVERI. Una crepa nel soffitto della cucina e uno scricchiolio poco rassicurante. «Bambini venite di qua» dice il papà. Il tempo di spostarsi nella stanza da letto insieme alla moglie e ai due figli piccoli e dopo pochi minuti il tetto collassa. Una tragedia sfiorata, quella di ieri mattina a Capoliveri, in un appartamento al terzo piano di un vecchio caseggiato di via Roma ora inagibile.  A crollare, molto probabilmente per la vetustà delle strutture portanti del tetto - come rilevato dai primi accertamenti dei pompieri - circa 15 metri quadrati di tetto e tutto il soffitto della cucina dell'appartamento dove una famiglia di Verbania, in Piemonte, era ospite di parenti per un periodo di vacanza. Il capofamiglia, che di professione fa l'architetto, ieri si è subito insospettito dei rumori che arrivavano dal soffitto.  «Ho visto la crepa e sentito degli scricchiolii - racconta Giancarlo Paolino - i bambini stavano giocando in cucina, si erano svegliati da poco e con mia moglie abbiamo deciso di spostarci tutti in un'altra stanza. Poco dopo c'è stato il crollo». La famiglia è uscita rapidamente dall'appartamento: mamma e papà hanno cercato di mantenere la calma per non agitare i due figli piccoli. Poi sono arrivati i soccorsi. Sul posto Carabinieri, polizia municipale e vigili del fuoco per aiutare la famiglia e effettuare i primi rilievi sul crollo che, come spiegato dai pompieri, ha reso inagibile un'intera ala del palazzo di via Roma. La famiglia piemontese, che avrebbe dovuto partire questa mattina, ha deciso di lasciare l'isola con un giorno di anticipo. «Dal Comune - racconta Paolino - abbiamo avuto tutta la necessaria assistenza, sono stati molto gentili». L'architetto con moglie e figli non è l'unico ad essere rimasto senza un tetto. Anche i due appartamenti di sotto sono stati evacuati perchè inagibili. Ed uno di questi è abitato. La signora che lo occupa, Donata Spina (residente a Viareggio ma originaria di Zurigo), al momento del crollo non era in casa. «Ero fuori con il mio cane - racconta - e quando sono tornata a casa ho visto quello che era successo. Il pianerottolo di casa mia è pieno di detriti. Che posso dire? Solo grazie ai vigili del fuoco sono riuscita a recuperare i miei effetti personali. Mi farò ospitare da un amico. A mio avviso quanto è accaduto è frutto di negligenza». Ultima vittima di questa tragedia sfiorata è un negozio, "Cuore di pietra", che si trova al piano terra della palazzina di via Roma, anch'esso inagibile e chiuso - come gli appartamenti - fino a quando i detriti non saranno rimossi e non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza dello stabile.

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