Il Tirreno

Crollano i prezzi dell'ortofrutta

Marino Geri
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Marino Geri

La Cia: «Aziende agricole in profonda crisi»

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 VENTURINA. Nuovo grido d'allarme dal mondo agricolo. «Siamo davanti a una crisi di mercato che investe pesantemente le produzioni locali - dice Marino Geri della Confederazione agricoltori (Cia) - Nessuna produzione ortofrutticola è risparmiata: dai pomodori, alle pesche, alle zucchine, alle susine, ai meloni, ai cocomeri. Una crisi che colpisce uno dei comparti più dinamici della nostra agricoltura, considerando che ben un quarto della produzione ortofrutticola fresca regionale proviene dalla Provincia di Livorno».  Secondo la Cia quelle più colpite sono le aziende più innovative, condotte generalmente da titolari giovani, che hanno maggiori esposizioni bancarie. La situazione è resa più grave dal parallelo aumento dei costi di produzione dei mezzi tecnici, chimici ed energetici; un aggravio che - secondo la Cia - rispetto allo scorso anno si aggira intorno al 30%.  «Per rendersi conto della gravità della situazione - afferma Geri - basta guardare l'andamento stagionale dei prezzi al produttore su tre delle produzioni tipiche del territorio: meloni, pomodori e cocomeri. Prezzo al kg meloni a luglio 2011 0,35 euro, meno 14% rispetto a giugno 2011 e meno 5% rispetto allo stesso periodo nel 2010. Prezzo al kg pomodori da mensa a luglio 2011 0,37 euro, meno 25% rispetto a giugno 2011 e meno 11% rispetto allo stesso periodo 2010. Prezzo al kg cocomeri a luglio 2011 0,13 euro, meno 40% rispetto a giugno 2011 e meno 36% rispetto allo stesso periodo 2010».  Insomma, a conti fatti secondo la Cia, la situazione appare insostenibile con margini di pochi centesimi che in taluni casi si annullano o diventano negativi. E si pone l'accento sul divario con il prezzo che di questi tempi paga il consumatore per gli stessi prodotti: i meloni si acquistano a 0,90/1,20 euro al kg, i pomodori da mensa a 1,00/1,20 al kg ed il cocomero a 0,70/0,75 al kg.  «Per la Cia - dice Geri - risultano inefficaci gli strumenti pensati per situazioni ordinarie, sono deboli le risposte delle istituzioni e sbagliati gli atteggiamenti di una parte degli operatori della filiera agroalimentare. La Cia chiede che, per correggere una situazione drammatica e per salvare questo scorcio di campagna, vengano definite regole che impediscano comportamenti speculativi e giochi al ribasso».

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