Finanza
Strada delle polemiche: è stretta e buia
Paolo Federighi
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In via della Principessa, dopo il restringimento della strada, le auto parcheggiate invadono la carreggiata Ma il sindaco non ci sta: «Colpa dell'automobilista»
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SAN VINCENZO. «Ci voleva la tragedia per far capire i pericoli di quella strada?». È ciò che oggi si chiedono in molti qui a San Vincenzo. Le critiche e le proteste dei cittadini sono durissime. Si parla infatti di "tragedia annunciata" e del fatto che, nonostante le continue segnalazioni a mezzo stampa, il Comune di San Vincenzo non abbia fatto niente per migliorare l'assetto di via della Principessa, sotto accusa per i pericoli racchiusi nella viabilità. I lavori per il nuovo assetto della strada risalgono allo scorso giugno, e hanno interessato il restringimento delle corsie di percorrenza per fare spazio a 2 file (lato mare e lato monte) di parcheggi. Molti i pericoli riscontrati anche sulla ciclopista: gente che la percorre a piedi per centinaia di metri con cani, borse, ombrelloni e altro; sportelli aperti delle auto che rischiano di provocare incidenti ai ciclisti che vi transitano, ecc. Sulle difficoltà di percorrenza della strada, hanno protestato anche gli autisti della Tiemme. Il comandante dei vigili Mauro Cristiani: «Per quanto concerne le caratteristiche della strada, voglio precisare che la larghezza di ogni corsia è di 2,75 metri, ossia il minimo consentito dalle norme del Codice Stradale». Il sindaco Michele Biagi, dal canto suo, giudica scorretto addebitare le colpe del triste accadimento al Comune: «È una tragedia - spiega - alle famiglie dei ragazzi va tutto il mio cordoglio. Ma la causa, purtroppo, è il gesto avventato di un automobilista. Niente ha a che vedere con il nuovo assetto della strada, che privilegia la sicurezza e obbliga le auto a diminuire la velocità. Oggi si parla della Principessa, ma purtroppo, in passato, sono accadute molte tragedie simili sulla stessa via e su altre vie del paese. Non si può strumentalizzare la morte di due giovani addossando le colpe al Comune».
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