Il Tirreno

Morta in ospedale anche la giovane donna

Gianni Parrini
Morta in ospedale anche la giovane donna

È la seconda vittima dello scontro frontale di notte fra auto e scooter

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 SAN VINCENZO. Purtroppo non ce l'ha fatta. Durante la notte il cuore di Khadjia Dbibih, una ragazza marocchina di 32 anni residente a San Vincenzo, ha smesso di battere. Fatale è stato l'urto con la Hyundai che poche ora prima, su via della Principessa, si era scontrata con lo scooter su cui viaggiavano lei e Ovidiu Niculae Ciungu, il romeno di 31 anni, anch'egli morto al pronto soccorso di Piombino.  Quello di ieri, dunque, è stato un triste risveglio per le località dove i due giovani vivevano e lavorano da anni.  L'incontro al "Tramonto". Niculae era arrivato in Italia circa cinque anni fa. Aveva fatto qualche lavoro al porticciolo di Piombino, poi nel 2009 era stato assunto come pizzaiolo al locale "Al Tramonto", che si trova nel parco di Rimigliano. «Quest'anno non era occupato da noi, ma a inizio stagione è venuto comunque a salutarci e a prendere una pizza», racconta il gestore del locale Nicola Damiani. Proprio in quella pizzeria Niculae, aveva conosciuto Khadjia, che all'epoca lavorava come aiuto cuoca. Tra i due nacque una simpatia, probabilmente anche qualcosa di più. «Lei era una ragazza molto bella e sempre sorridente - spiega Damiani - Per un certo periodo sono stati insieme. Poi, si erano lasciati, forse anche la famiglia di lei aveva inciso. Evidentemente, però, si frequentavano». Niculae era residente a Piombino, ma talvolta si appoggiava in un appartamento di San Vincenzo. Anche la ragazza abitava a San Vincenzo, mentre la sua numerosa famiglia vive a Piombino.  Un ragazzo silenzioso. Nel 2010 Niculae era stato assunto al Jimmy'Z bar, dove era stato confermato anche quest'anno: «L'inverno scorso era stato operato per un problema alla spalla ed ancora alla mutua. Sarebbe dovuto rientrare in questi giorni - dice il titolere Francesco Favilli - Era timido e introverso: per tirargli fuori una parola ci voleva il cacciavite». Nel locale di via Vittorio Emanuele tutti si erano affezionati a questo ragazzo silenzioso che nel tempo libero frequentava un corso da elettricista. «In Italia era solo: il padre è morto un paio di anni fa, mentre la mamma ha problemi di cuore e vive ancora in Romania - racconta Favilli - Così siamo dovuti andar noi a fare il riconoscimento».  La notizia della morte è stata un duro colpo per i membri della famiglia Favilli: «Lo scooter su cui viaggiava al momento dell'incidente (un People 150 cc) non era noleggiato, ma lo aveva comprato da mio padre a inizio stagione. Anche mia mamma gli era molto legata: quando l'abbiamo informata dell'accaduto, si è sentita male e ci è toccato chiamare l'ambulanza».  Al Fronte del Porto, invece, il locale di piazza fratelli Serini dove Khadjia lavorava, non c'è anima viva. Le porte sono sbarrate e sopra compare un cartello con la scritta chiuso per lutto.  La dinamica del sinistro. Intanto, però, si aggiungono nuovi particolari relativi all'incidente. «Abbiamo ricostruito con ragionevole certezza - spiega Mauro Cristiani, comandante dei vigili urbani di San Vincenzo - la dinamica dell'incidente. Una Hyundai che procedeva in direzione di San Vincenzo, all'altezza del Garden Club, ha effettuato un sorpasso e si è schiantata contro lo scooter dei due ragazzi, che sopraggiungeva sull'altra corsia. Il conducente dell'auto, un medico veterinario di 34 anni residente a Piombino, si è subito fermato e ha cercato di prestare i primi soccorsi». L'uomo è stato sottoposto all'alcol test, ma la polizia municipale non ha diffuso informazioni relative al risultato dell'esame. «C'è un'indagine in corso e non possiamo rivelare questi particolari - prosegue Cristiani - Colgo l'occasione per porgere le nostre condoglianze alle famiglie dei due giovani e ringraziare il personale intervenuto sul posto».  Una terza macchina? Accanto alla versione ufficiale segnaliamo un'ipotesi alternativa, che chiama in causa una terza vettura, responsabile dell'incidente e colpevole di omissione di soccorso. Ci è stata segnalata da alcuni testimoni che preferiscono rimanere anonimi e in parte è confermata dalle parole del conducente del bus navetta che si trovava sul quel tratto di strada nel momento dello scontro. «Stavo procedendo sulla Principessa in direzione San Vincenzo - racconta Simone Coscia, autista della Tiemme - A un tratto una macchina, mi pare una Renault Megane, mi ha sorpassato a velocità elevata. Poi, più avanti, ha superato un'altra vettura e a quel punto è avvenuto l'incidente: ho visto volare in aria lo scooter e i due ragazzi. Mi sono fermato e ho prestato i primi soccorsi, ma la situazione si presentava critica». Coscia non sa dire con certezza di chi sia la responsabilità del sinistro. «Il conducente della Hyundai ha detto che una macchina lo ha superato, tagliandogli la strada e facendogli perdere il controllo della vettura, che poi si è scontrata con lo scooter. Sosteneva anche che il guidatore del terzo veicolo si fosse fermato più avanti, fosse sceso di macchina e dopo aver visto cosa era successo fosse fuggito. Ma di tutto ciò, non sono in grado di dare conferma».

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