Il Tirreno

Legambiente sul waterfront: non c’è stata un’adeguata partecipazione

«Solo barche residenti a San Giovanni e nessun albergo su viale Tesei»

Una veduta aerea dei cantieri Esaom
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Una veduta aerea dei cantieri Esaom

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 PORTOFERRAIO. Perplessità sulla realizzazione di un nuovo albergo su viale Teseo Tesei. Dubbi anche sulla necessità di andare a realizzare nuove opere a mare a San Giovanni. Ma soprattutto una costatazione di fondo: un intervento strategico come la realizzazione del porto Cantieri e del porto San Giovanni dovrebbe essere inserito in una valutazione più ampia, rispetto all'impatto delle opere, che tenga conto anche di quello che si fa nel resto dell'isola e sulla costa continentale.  Queste sono solo alcune delle indicazioni che arrivano da Legambiente Arcipelago all'indomani della presentazione pubblica della varinate al regolamento urbanistico per il così detto waterfront. Il lungo documento, un contributo in termini di osservazioni nel percorso che porterà all'approvazione definitiva della variante, prende le mosse da una critica - rivolta al Comune - relativa allo scarso coinvolgimento della popolazione nella definizione dei piani per i porti. L'associazione chiede che l'intera documentazione prodotta fino ad oggi sia pubblicata sul sito web del Comune e che il garante della comunicazione regionale definisca le fasi di un corretto processo partecipativo. Legambiente torna a ribadire che la fase cruciale per la definizione del progetto, quella della valutazione ambientale strategica, non è stata sufficientemente approfondita. Poi entra nel merito delle scelte fino ad oggi messe nero su bianco dall'amministrazione. Per San Giovanni l'associazione chiede l'esclusione di opere a mare (come il belvedere) e di interventi che aumentino il consumo del suolo. «Deve poi essere chiaro - spiega il portavoce di Legambiente Arcipelago, Umberto Mazzantini - che l'approdo previsto sia destinato ai residenti. Dal nostro punto di vista non mettiamo in dubbio la necessità di dare una sistemazione adeguata all'attuale area Esaom ma siamo perlessi rispetto alla previsione di un albergo su viale Teseo Tesei economicamente non sostenibile». La contrarietà si estende anche al ponte mobile ipotizzato all'imboccatura del porto Cantieri. Tra le richieste avanzate anche quella di affiancare al piano uno studio dettagliato sull'impatto delle opere in termini di consumi energetici e idrici e di produzione di rifiuti. Non ultima, tra i suggerimenti, la necessità di tenere conto degli effetti dei nuovi insediamenti commerciali rispetto alla sopravvivenza delle attività del centro storico.

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di Redazione web