La protesta
Pesce avariato al ristorante, denunciato il gestore
1 MINUTI DI LETTURA
Pesce mal conservato e dannoso per la salute pronto per finire nei piatti di ignari clienti ma anche prodotti ittici dalla provenienza conosciuta o venduti come freschi anche se appena decongelati. Il bilancio degli ultimi controlli della Capitaneria in ristoranti, pescherie e attività ambulanti ha ancora una volta smascherato ristoratori e commercianti poco inclini al rispetto delle regole. Quattro i casi scoperti dal personale della Capitaneria, diretto dal comandante, Antonio Catino, su circa 20 controlli effettuati negli ultimi giorni, che hanno portato al sequestro di circa 80 chili di pesce.
Il più grave riguarda un noto ristorante nel campese. I militari hanno scoperto nelle celle frigorifere più di 10 chili tra pesce spada, tonno, capponi e calamari, in cattivo stato di conservazione (ovviamente finito sotto sequetro per essere successivamente distrutto). Pesce potenzialmente pericoloso per la salute ma destinato a finire in cucina e da lì nei piatti dei clienti. Il gestore del locale dovrà ora rispondere del reato di commercio di sostanze alimentari nocive per il quale rischia fino a tre anni di carcere.
Il più grave riguarda un noto ristorante nel campese. I militari hanno scoperto nelle celle frigorifere più di 10 chili tra pesce spada, tonno, capponi e calamari, in cattivo stato di conservazione (ovviamente finito sotto sequetro per essere successivamente distrutto). Pesce potenzialmente pericoloso per la salute ma destinato a finire in cucina e da lì nei piatti dei clienti. Il gestore del locale dovrà ora rispondere del reato di commercio di sostanze alimentari nocive per il quale rischia fino a tre anni di carcere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
