Il Tirreno

Pazza estate, il vento spazza via i turisti

Gianni Parrini
La violenta mareggiata che giorni fa si è abbattuta sulla costa
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La violenta mareggiata che giorni fa si è abbattuta sulla costa

Weekend di luglio con le spiagge deserte: colpa del libeccio e dell'erosione

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 PIOMBINO. Libecciate, temperature settembrine, mare forza 5 e spiagge in erosione. È una pazza estate quella a cui stiamo assistendo in Val di Cornia in questo luglio 2011 e a farne le spese sono soprattutto gli stabilimenti balneari. Sabato e domenica, infatti, il vento sembrava aver spazzato via dal litorale tutti i turisti: molti stabilimenti non hanno aperto e negli altri si contavano appena tre o quattro persone, con maglietta indosso, sedute vicino agli ombrelloni, che peraltro rimanevano chiusi. «Purtroppo questa è la triste realtà - spiega Fabrizio Lotti, vicepresidente del consorzio balneare Costa est - Al bagno la Capannina ho 223 ombrelloni ma domenica solo una trentina erano occupati. L'estate non si è stabilizzata e poi il mare agitato e i sassi sulla spiaggia hanno fatto il resto. I vacanzieri di lungo periodo sono diminuiti, mentre i turisti mordi-e-fuggi si muovono nei week end, ma solo dopo aver dato un occhio al meteo. I pessimi fine settimana di luglio ci stanno costando molto: gli incassi sono diminuiti di circa il 30%». E visti i canoni che i gestori pagano all'ente parchi per avere in concessione gli stabilimenti, bastano un paio di fine settimana in bianco per far saltare il banco.  Spostandosi sulla costa urbana, le cose non migliorano di molto. A Salivoli la spiaggia era quasi deserta e con soli dieci euro si potevano avere due sdraie, sedia e ombrellone, mentre in condizioni normali se ne spendono 18.  Situazione analoga a San Vincenzo. «In città le persone c'erano, ma sul mare non è venuto nessuno, dato che la situazione era invivibile - spiega Fulvietto Pierangelini, 33 anni, presidente stabilimenti balneari di San Vincenzo e titolare del "Bucaniere" - I bagni storici hanno una clientela fissa e dunque sono meno condizionati dal meteo. Ma per chi, come me, ha aperto solo quest'anno ogni nuvola incide sull'incasso. Ora aspettiamo l'arrivo delle alghe: sicuramente le fioriture di posidonia che si trovano a largo sono state strapazzate dal mare mosso e a breve qualcosa arriverà sulla spiaggia». Sempre ammesso che la spiaggia ci sia ancora. Le mareggiate dei giorni scorsi, infatti, hanno peggiorato la situazione degli arenili e alcuni stabilimenti hanno visto inabissarsi gli ombrelloni della prima fila. «Erano 18 e tutti prenotati: sono finiti in mezzo all'acqua - spiega Manuel Cecchini, del bagno Bayahibe - Lo stesso è successo in altri stabilimenti. Il mare si è mangiato dieci metri di spiaggia, ma per fortuna sono riuscito a sistemare gli ombrelloni in modo diverso. Degli interventi? Sono stati fatti a maggio, ora abbiamo chiesto delle nuove autorizzazioni. Ma prima che arrivino la stagione sarà finita».  Per fortuna non tutto il male viene per nuocere: nei villaggi, negli agriturismi, negli alberghi e nelle case vacanze le prenotazioni sono state fatte da mesi e le presenze sono in linea con quelle degli anni passati. Quando è tempo di vacanze, infatti, i turisti non si lasciano scoraggiare dal balletto dei venti e dal mare in burrasca. Pertanto, se le spiagge sono impraticabili si avventurano nell'entroterra: «Questo è uno dei pregi del nostro territorio - spiega Annalisa Coli, responsabile relazioni esterne Confesercenti Val di Cornia - C'è il litorale ma ci sono anche i parchi e altre zone di pregio storico-artistico. Inoltre, queste situazioni consentono a persone che solitamente passano la giornata in spiaggia con un panino, di prendere contatto con la gastronomia del territorio. Occorre però ricordare che il momento è difficile per tutti e che le tasche dei turisti sentono la crisi». Per quanto riguarda il cattivo stato delle spiagge, invece, Confesercenti ricorca che «il turismo non si autoalimenta e che pertanto occorre intervenire prima che sia tardi».

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