Sicurezza
Metanodotto Galsi, via agli espropri
Katia Ghilli
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I lavori di realizzazione, nella zona di Collesalvetti, del gasdotto che in futuro andrà a collegarsi a quello che dallAlgeria, passando per la Sardegna, arriverà a Tor del Sale Il ministero pubblica i nomi dei proprietari delle aree interessate dai lavori
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PIOMBINO. Il ministero dello sviluppo economico ha comunicato i nomi dei proprietari dei terreni, per gran parte a destinazione seminativa, che saranno interessati dagli scavi per la realizzazione del metanodotto italo-algerino Galsi, sulla costa est. In tutto oltre una ventina di soggetti, tra società di produttori agricoli, singoli cittadini, enti pubblici. Tra questi ultimi, il Comune di Piombino ed il Demanio dello Stato. Infine, sono coinvolte società come Telecom e Snam Rete Gas. Nel giro di alcuni mesi, questi terreni coltivati (solo in qualche caso sono lasciati al pascolo) saranno occupati dai lavori per il trasporto in Toscana di 8 miliardi di metri cubi di gas metano proveniente dall'Algeria, attraverso una condotta sottomarina che fa prima tappa in Sardegna. La strada per l'arrivo del metanodotto Galsi, di cui si parla dal 2008, è tracciata: i terreni piombinesi saranno in qualche caso oggetto di "occupazione temporanea" in altri casi "asserviti". L'avviso emesso dal ministero dello sviluppo economico e diretto a tutti i Comuni interessati dall'arrivo del metanodotto parla di "apposizione del vincolo preordinato all'esproprio", in quanto l'opera è di pubblica utilità. Nel corso delle prossime settimane da Roma arriverà l'autorizzazione ai lavori. Nell'area vicino a Tor del Sale, per l'arrivo del nuovo metanodotto sarà realizzata una tubatura lunga tre chilometri, ma la porzione di terreno da occupare sarà maggiore, in modo da permettere il raccordo con il metanodotto di Snam Rete Gas che sarà ampliato. Solo attraverso queste due opere sarà consentito il maggiore trasporto di gas metano prima in Toscana e nel resto d'Italia. Per i proprietari dei terreni interessati sono in arrivo disagi: l'occupazione del terreno durerà alcuni mesi e gran parte della pianura del Cornia, quella più vicina alla costa est, sarà oggetto di una continua movimentazione di uomini e mezzi. Quella del Galsi è di fatto una grossa operazione energetica che dovrebbe trasformarsi anche in un'occasione economica per la città. L'amministrazione comunale sta intrecciando dei rapporti con la società Galsi (composta da Sonatrach, Edison, Enel, Gruppo Hera, dalla finanziaria della regione Sardegna Sfirs e da Snam Rete Gas, ultima aggiunta), per l'apertura in loco del cantiere. Le aree individuate come base logistica sono quelle ex Irfid, di recente acquisite, ma di fatto inutilizzate, perché serve prima la bonifica e poi opere di urbanizzazione. Si parla di 250 nuovi posti di lavoro per circa tre anni ed un'opportunità fresca per un'economia industriale sempre più in bilico. «Abbiamo in corso dei contatti con la società - dice il sindaco Gianni Anselmi - non siamo ancora arrivati a definire gli spazi da assegnare, ma è in corso un lavoro congiunto. Vedremo se assegnare le aree fino al Capezzuolo e dell'ex Cimimontubi». «Si tratta di una grande occasione di ricchezza per il nostro territorio - aggiunge Anselmi - da una parte recuperiamo flussi di reddito dall'affitto delle aree, dall'altra ricaviamo occasioni di lavoro. È importante che il cantiere si faccia qui perché sul nostro territorio lavorerà un pool d'imprese che si occupa dello stoccaggio e del trattamento dei tubi. Potrebbero nascere delle collaborazioni con le nostre imprese, e può darsi che qualcuna decida di restare anche dopo la fine del cantiere". La scelta di Piombino è strategica anche per la presenza del porto: da qui partiranno i tubi per realizzare i circa 280 chilometri della condotta sottomarina che arriverà in Sardegna.
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